Hōju

Stirpe: la firma non indica la generazione

Nome che mantenne un ramo dei fabbri Maikusa del Mutsu dall’Heian al Muromachi; un tachi in lacca nera con lama firmata Hōju è bene culturale importante.

Profilo

Hōju non è un fabbro ma un nome di bottega. Secondo Bunka Isan Online, dell’Agenzia per gli affari culturali, è il ramo dei Maikusa, gli antichi fabbri del Mutsu (oggi Iwate), che conservò lo stesso nome dal periodo Heian al Muromachi. Per questo le lame firmate Hōju sono di epoche molto diverse e non possono essere attribuite a una sola mano; nei trattati antichi, inoltre, il nome compare scritto in vari modi.

Le opere di epoca sicura sono del Kamakura e del Nanbokuchō. Due di esse, un tachi e un wakizashi datato 1364, sono a Ichinoseki: facevano parte delle spade requisite dopo la guerra dalle forze di occupazione, e l’Agenzia per gli affari culturali le ha cedute alla città nel 1999.

Opere di rilievo

  • Tachi in lacca nera con la lama firmata Hōju sul codolo, del periodo Kamakura: bene culturale importante dal 1950, nel santuario Mitake di Tokyo.
  • Tachi firmato Hōju, di 70,1 cm, con tempra gunome e chōji, del Kamakura o del XIV secolo: bene della città di Ichinoseki dal 2016.
  • Wakizashi firmato Hōju e datato 1364, del Nanbokuchō: bene della città di Ichinoseki dal 2016.

Vederle nel catalogo

Torna ai fabbri

Lettura rapida