Horii

堀井 (Horii)

La famiglia Horii: da Taneyoshi, fabbro dell’Ōmi del Bakumatsu, a Toshihide e alla forgia di Zuisen a Muroran, con un passaggio per il laboratorio della biblioteca di Takase Ukō a Tokyo.

Stile e caratteristiche

Di Taneaki, la seconda generazione, un dizionario di fabbri riporta lame in suguha e in chōji-midare con tendenza a inclinarsi. Toshihide, la terza, lavorò nelle maniere di Bizen, di Mino e di Sōshū, e nelle sue opere più curate aggiungeva sotto la firma la parola 謹作 (kinsaku, «fatto con rispetto»), un’abitudine che, secondo la Wikipedia in giapponese, prese dai Katsumura di Mito.

Storia

Il fondatore, Horii Taneyoshi, nacque nel 1821 in una famiglia che forgiava attrezzi agricoli sulle terre del tempio Ishiyama. Secondo il dizionario di Fukunaga e la storia di Ōtsu citata dalla Biblioteca Nazionale della Dieta, imparò con Gassan Sadayoshi a Ōsaka e poi a Edo con Naotane (Taikei Naotane); la Wikipedia in giapponese indica invece Gassan Sadakazu. Nel 1863 entrò al servizio del feudo di Zeze; con la Restaurazione tornò in campagna, ma continuò a forgiare e a offrire spade ai santuari, e più tardi lavorò su commissione della Casa Imperiale.

Gli succedette Horii Taneaki, nipote e figlio adottivo, nato intorno al 1852, che era anch’egli passato per il laboratorio di Gassan Sadayoshi. Lavorò su commissione della Casa Imperiale dal 1903.

La terza generazione è Toshihide (1886-1943). Entrò con Taneaki nel 1904 e firmò dapprima Kaneaki; nel 1906 trascorse un anno con il suo maestro nella forgia del tempio Zuisen di Kamakura, di Sakurai Masatsugu, e nel 1911 fu chiamato al laboratorio che Takase Ukō, promotore della Tōken Hozonkai, teneva dentro la sua biblioteca di Tokyo. Quell’anno sposò la figlia del suo maestro ed entrò nella famiglia. Nel 1913 prese il nome di Hideaki (秀明), con lo «hide» di Suishinshi Masahide, e nel 1918 lo assunse la Japan Steel Works di Muroran, dove si aprì la forgia di Zuisen. Intorno al 1933 o 1934 passò a Toshihide (俊秀) per non usare il carattere del nome del principe ereditario appena nato. Forgiò la spada votiva per i 700 anni dalla morte dell’imperatore ritirato Go-Toba (1939) e le cosiddette Mikasa-tō, con acciaio dei cannoni della corazzata Mikasa, una delle quali regalata all’ammiraglio Tōgō Heihachirō; nel 1942 la Casa Imperiale gli commissionò dieci spade da maresciallo, e morì nel 1943 prima di finirle.

Secondo la Wikipedia in giapponese, la casa proseguì con Horii Nobuhide, la quarta generazione, e un ramo con Horii Tanetsugu. La genealogia del Japanese Sword Index riunisce in un solo albero gli allievi del laboratorio di Tokyo, che chiama Hanazawa, e la linea di Muroran, e annovera tra loro lo stesso Takase Ukō come dilettante.

Fabbri della scuola

Maestri e allievi

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