Lo hitatsura
- Il 日本国語大辞典 (Nihon kokugo daijiten) dice che la sua opera è hitatsura e che quasi tutta è fatta di tantō lunghi (sunnobi), larghi e con sori. Il 世界大百科事典 (Sekai daihyakka jiten) aggiunge che Hiromitsu e Akihiro, i due maestri del Sōshū del Nanbokuchō, crearono lo hitatsura, con molto nie.
- Per la NBTHK, il Sōshū del Nanbokuchō lascia il notare di prima per uno hitatsura misto a dango-chōji (chōji a testa larga e tonda), tobiyaki, yubashiri e muneyaki messi di proposito, senza perdere l’eleganza. Questo stile influì sul Sue-Sōshū di Muromachi e arrivò alle lame shintō, shinshintō e di oggi.
- La maggior parte delle sue opere supera uno shaku (30,3 cm) e sono grandi; quelle di Akihiro sono più corte. Il dango-chōji è più frequente in Hiromitsu. Le sue incisioni sono semplici, katana-hi, gomabashi o suken, e poche lame ne sono prive.
Chiavi del kantei
Il wakizashi con certificato Tokubetsu Jūyō pubblicato dalla NBTHK nel 2026:
| Chiave | Ciò che descrive la NBTHK |
|---|---|
| Sugata | Hira-zukuri e mitsu-mune; largo, lungo e piuttosto spesso, con sori poco profondo |
| Jihada | Itame con mokume, ji-nie abbondante e chikei |
| Hamon | Gunome con chōji e ko-notare, ashi e yō, molto nie; yubashiri frequenti e muneyaki che formano lo hitatsura; kinsuji e sunagashi, nioiguchi chiaro |
| Bōshi | Midare-komi a punta ko-maru, con lungo ritorno e muneyaki a tratti |
| Nakago e mei | Non accorciato, kurijiri e limature katte-sagari; katana-hi che lo percorre |
A confronto con Akihiro e con gli Hasebe
La NBTHK (numeri 721 e 758 della sua rivista) dà le chiavi: un wakizashi di oltre uno shaku, largo e sottile, della forma delle ere Enbun e Jōji, con uno hamon di chōji e gunome che si allarga in alto in un grande midare, tobiyaki e muneyaki, e la metà superiore con dango-chōji, è Hiromitsu. Akihiro fa quasi solo tantō di otto o nove sun, con uno hamon più piccolo. Gli Hasebe fanno lame molto sottili, con masame lungo il filo e uno hamon che non si allarga in alto.