L’altro lato della stessa lama corta su fondo nero, con il codolo ossidato.

Museo Nazionale di Tokyo, via ColBase · Condizioni d’uso di ColBase

Masame · suguha · yakizume

Opera e stile

Una scuola così uniforme che è difficile distinguere un fabbro dall’altro, e un masame che si riconosce a prima vista.

In questa pagina
  1. Chiavi del kantei
  2. Il masame Hōshō
  3. Galleria

Chiavi del kantei

Ciò che descrive la NBTHK, nel numero 779 della sua rivista (dicembre 2021), per la scuola:

ChiaveCiò che la distingue
JihadaMasame regolare, il masame tipico dello Yamato; a volte con piccole crepe (masa-ware) che non sono considerate un difetto ma un tratto
HamonSuguha stretto (chū-suguha) dal nioiguchi denso, con hotsure, uchinoke, nijūba, kuichigaiba, yubashiri e kinsuji intrecciati con lo hada; più nie, e più grosso, dal monouchi alla punta; ashi
BōshiQuasi sempre yakizume, con forti hakikake; nei tachi può essere komaru su un lato e yakizume sull’altro
SugataSoprattutto tantō firmati; i tachi firmati sono rarissimi
Nakago e meiTerminato in kiri, con limature higaki; molte firme con tratti di cesello invertiti (gyaku-tagane)

Il masame Hōshō

  • Per Markus Sesko, il masame più evidente si trova nelle lame Hōshō e in quelle del lignaggio shintō di Sendai Kunikane.
  • La NBTHK dà la chiave per distinguerle: in una lama Hōshō, il masame dello shinogi-ji svanisce arrivando allo yokote; in quelle di Sendai Kunikane supera lo yokote e sale di colpo verso il mune.
  • Le opere della scuola sono così omogenee che è difficile distinguere un fabbro dall’altro.