Tre tesori nazionali

Opere famose

Tre tesori nazionali, un tachi nella collezione imperiale e una buona dozzina di beni culturali importanti.

In questa pagina
  1. Koryū Kagemitsu (小竜景光)
  2. Il Koryū Kagemitsu
  3. Kenshin Kagemitsu (謙信景光)
  4. Il tachi di Kagemitsu e Kagemasa
  5. Nella collezione imperiale
  6. Altre opere
  7. Negli elenchi antichi

Koryū Kagemitsu (小竜景光)

Tachi firmato 備前国長船住景光 (Bizen no kuni Osafune-jū Kagemitsu) e datato al quinto mese di Genkō 2 (1322). Tesoro nazionale dal 1952, al Museo Nazionale di Tokyo. La banca dati ufficiale gli dà 73,6 cm di lama e 3,0 cm di sori; è accorciato, e nella scanalatura (hi) del dritto porta un drago kurikara in rilievo e nel rovescio un bonji. Le misure non coincidono: Wikipedia in giapponese dà 73,93 cm di lama, e la scheda di e-Museum 80,6 cm.

Lo si chiama anche 楠公景光 (Nankō Kagemitsu) e 覗き竜景光 (Nozoki-ryū Kagemitsu). La tradizione ne fa la spada di Kusunoki Masashige, cosa che Fukunaga ritiene molto dubbia; passò per Yamada Asaemon e per Ii Naosuke, giunse all’imperatore Meiji nel 1873 e, dopo la guerra, al Museo Nazionale di Tokyo. Che l’imperatore Meiji lo portasse lo accetta Satō Kanzan e lo nega Fukunaga.

Kenshin Kagemitsu (謙信景光)

Tantō firmato 備州長船住景光 (Bishū Osafune-jū Kagemitsu) e datato al terzo mese di Genkō 3 (1323), con la sua montatura 小サ刀拵 (chiisa-gatana koshirae). Bene culturale importante nel 1952 e tesoro nazionale nel 1956; si trova al Museo di Storia e Folclore della prefettura di Saitama.

Secondo Wikipedia in giapponese misura 28,3 cm, è hira-zukuri con iori-mune, porta inciso 秩父大菩薩 (Chichibu Daibosatsu) sul dritto e il bonji kiriku sul rovescio, e la sua tempra è un katai-ochi gunome. Lo commissionò Ōkawara Tokimoto; passò alla casa Uesugi, e da qui il suo nome: Uesugi Kenshin lo portava sempre con sé.

Il tachi di Kagemitsu e Kagemasa

Tachi firmato 備前国長船住左兵衛尉景光 作者進士三郎景政 (Bizen no kuni Osafune-jū Sahyōe-no-jō Kagemitsu, sakusha Shinji Saburō Kagemasa), con la data 嘉暦二二年己巳七月日 (Karyaku ni ni nen tsuchinoto-mi shichigatsu hi), cioè il settimo mese di Karyaku 4 (1329). Designato nel 1937 secondo la vecchia legge e tesoro nazionale nel 1954, al Museo di Storia e Folclore della prefettura di Saitama. Misura 82,7 cm di lama, con 2,6 cm di sori; conserva il codolo integro, di 23,2 cm, con punta kurijiri, un mekugi-ana e la firma su entrambe le facce. La tempra è dritta, con gunome e ashi.

Nella collezione imperiale

La Casa imperiale custodisce un tachi (御物, gyobutsu) firmato anch’esso da Kagemitsu e Kagemasa, con 秩父大菩薩 (Chichibu Daibosatsu) e un bonji, che si suppone commissionato insieme al Kenshin Kagemitsu. La sua data non è chiara: Wikipedia in giapponese dà Genkō 3 (1323) nella voce su Kagemitsu e un’iscrizione di Shōchū 2 (1325) in quella sul Kenshin Kagemitsu.

Lama di naginata intera su fondo nero, con il codolo lungo e dritto e la lama curva a destra.
Naginata di Kagemitsu, 1322. Bene culturale importante. Museo Nazionale di Tokyo, via ColBase · Condizioni d’uso di ColBase · provenienza

Altre opere

Naginata firmata 備州長船住景光 (Bishū Osafune-jū Kagemitsu) e datata all’ottavo mese di Genkō 2 (1322): bene culturale importante, al Museo Nazionale di Tokyo, con 51,5 cm di lama e 2,7 cm di sori. Wikipedia in giapponese la data al 1332, perché confonde quell’era Genkō (元亨, Genkō) con l’altra dallo stesso nome (元弘, Genkō); il museo dà 1322.

Il tachi che Takeda Shingen offrì al Fujisan Hongū Sengen Taisha porta sul dritto 南无薬師瑠璃光如来 (Namu Yakushi Rurikō Nyorai), misura 77,3 cm, con 2,8 cm di sori, ha una tempra suguha e conserva la sua montatura itomaki-tachi, descritta nello Shūko Jisshu. Nel 2021 la NBTHK espose nella sua mostra 珠玉の名品展 (Shugyoku no meihinten) un tantō di 29,2 cm firmato 備州長船住景光 (Bishū Osafune-jū Kagemitsu) e datato Shōkei 1 (1332), di una collezione privata.

Wikipedia in giapponese elenca circa quattordici beni culturali importanti (重要文化財, jūyō bunkazai) suoi, tra cui tachi del 1306, del 1316 e del 1322; diversi sono in collezioni private e qualcuno è di ubicazione sconosciuta.

Negli elenchi antichi

Non figura nell’elenco dei wazamono che riporta Wikipedia in giapponese, e non è stata trovata nessuna sua opera nel Kyōhō meibutsuchō (享保名物帳, Kyōhō meibutsuchō); resta da verificarlo nel testo del registro stesso.