Chōji ampi · yakidashi che si apre

Opera e stile

La NBTHK ha proposto più volte la sua katana del 1642 come pezzo di kantei: una tempra ampia di chōji che si apre da un lungo yakidashi, su un ko-itame serrato ricco di ji-nie.

In questa pagina
  1. Chiavi del kantei
  2. I suoi due modi
  3. Come distinguerlo

Chiavi del kantei

  • Sugata. Le forme da Kan'ei a Shōho: secondo la NBTHK, più wakizashi in shinogi-zukuri che katana, molti ampi e con punta lunga; anche hira-zukuri ampi e lunghi, yari e naginata con curvatura. La katana del 1642 è shinogi-zukuri, con dorso in ihori-mune, poco più di 2 shaku 4 sun 4 bu (circa 74 cm) e circa 7 bu (2,1 cm) di curvatura.
  • Jihada. Ko-itame serrato, con ji-nie denso e chikei sottili. Wikipedia in giapponese lo riassume come un jigane di ko-mokume.
  • Hamon. Un lungo yakidashi che si allarga verso l’alto e una tempra ampia, che spesso sale fino allo shinogi-ji, con chōji lunghi molto visibili. Nella katana del 1642, chōji con gunome, ko-gunome, jūka-chōji e chōji a forma di pugno (kobushi), ashi e yō, nioiguchi denso di ko-nie, kinsuji sottili, sunagashi, tama-yaki e muneyaki.
  • Bōshi. A piccola punta rotonda (komaru), con la tempra ampia; nella katana del 1642, un po’ ampio e diritto.
  • Nakago e mei. Estremità stretta in kurijiri, con il lato del filo ben rialzato (ha-agari), e limature ō-sujichigai; firma 河内守藤原国助 (Kawachi no Kami Fujiwara Kunisuke).

I suoi due modi

Secondo la NBTHK, la sua opera giovanile somiglia a quella di Echigo no Kami Kunitomo: ampia, con gunome e togari-ba, più in wakizashi che in katana. Per la NBTHK, il suo periodo migliore è la seconda metà della sua carriera. Molte delle sue tempre, e di quelle di Kunisada, hanno il notare di Kunitomo e, a volte, i gunome quadrati (hako-ba) della scuola di Kunihiro.

Come distinguerlo

  • Da Kunisada. In Kunisuke lo yakidashi si allarga verso l’alto, tutta la tempra è più ampia, i chōji più marcati e il bōshi più ampio; in Kunisada lo yakidashi mantiene quasi la stessa larghezza, i chōji sono rotondi e piccoli, i gunome serrati, e spesso ci sono muneyaki e tobiyaki dalla zona di taglio alla punta.
  • Dal Naka-Kawachi. Il secondo raggruppa diversi chōji in un insieme, con gunome quadrati che formano pugni e, tra un pugno e l’altro, un gruppo di gunome come un chōji normale, su forme di Kanbun-shintō. La sua opera giovanile somiglia a quella del primo; la katana del 1642 ha già un chōji a forma di pugno. La NBTHK riporta l’opinione che alcune di quelle lame giovanili potrebbero essere del primo nella sua ultima fase.

Markus Sesko attribuisce al secondo l’introduzione del kobushigata-chōji e gli cerca precedenti nei Sue-Bizen Katsumitsu e Sukesada e nella scuola Taira-Takada.