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Ciò che cerca
- Chiama il suo lavoro «il bel mondo del Sōshū-den» (美しい相州伝の世界, utsukushii Sōshūden no sekai), e fa anche lame in suguha.
- Per lui una spada famosa dev’essere come una bella donna: una sugata elegante, uno jihada trasparente e profondo (ji-nie, chikei) e uno hamon bianco e nitido.
- Produce il proprio acciaio (oroshigane) con hachime-zuku (蜂目銑, hachime-zuku) di antichi forni tatara anteriori alla metà dell’epoca Edo e con ferro vecchio di San’in, e lo vuole «sensibile e con un bel nie».
- Un’intervista del 2022 lo colloca tra chi arriva più in alto nel Sōshū-den e dice che la sua opera viene spesso definita «seducente» (色っぽい, iroppoi); lui si considera un artista (作家, sakka) più che un artigiano.
La katana del 2014
Il catalogo della Heisei no Meitō Meikōten (2019) descrive la sua katana premiata: firmata 晶平之 (Akihira kore) e datata 平成甲午年二月日 (Heisei kōgo-doshi nigatsu hi), febbraio 2014; 76,7 cm di nagasa e 2,6 cm di sori. L’ha lucidata Abe Kazuki (阿部一紀), lo habaki è di Nakata Kōji (中田晃司) e la saya di Mori Takahiro (森隆浩).
Opere conosciute
- La «Counter Sword» della mostra «Evangelion e la spada giapponese» (2012), che in seguito viaggiò in Spagna (2014).
- La spada protettrice dell’ambasciatore di Polonia (2016).
- Il tantō commemorativo del 150º anniversario del santuario Yasukuni (2018).

