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La vocazione
È nato nel 1981 a Takeda (Ōita). Finì il liceo a Ōita e lavorò come precario a Ōsaka finché, a 25 anni, decise di diventare fabbro: se si doveva vivere di un mestiere, quello del fabbro di spade gli sembrava il più bello. Cercò botteghe nell’elenco dell’associazione dei fabbri, lo 全日本刀匠会 (Zen Nihon Tōshōkai), e otto di Gifu gli dissero di no prima che lo accettasse il 25° Fujiwara Kanefusa, a Seki.
L’apprendistato e le date
Entrò come apprendista a 26 anni; dopo cinque anni superò il corso dell’Agenzia per gli affari culturali, il 美術刀剣刀匠技術保存研修会 (Bijutsu tōken tōshō gijutsu hozon kenshūkai), e, dopo circa altri due anni al servizio del maestro, si mise in proprio.
La forgia di Takeda
La sua forgia, 興梠房興日本刀鍛錬場 (Kōroki Fusaoki Nihontō Tanrenjō), si trova a Ogi-machi, a Takeda, a circa 600 metri di altitudine tra i campi; il santuario di Aso celebrò il rito di benedizione del terreno, il 地鎮祭 (jichinsai).
Lo Hotarumaru
Mentre costruiva la sua forgia, il suo compagno di bottega più anziano, Fukudome Fusayuki, gli parlò del progetto di ricostruire lo Hotarumaru, l’ōdachi perduto del santuario di Aso, e ne fu cofondatore. La campagna di crowdfunding superò il suo obiettivo in cinque ore e raccolse 3.185 sostenitori. Insieme forgiarono la replica, un ōdachi di circa 136 cm e 2,5 kg, che fu offerto al santuario nel 2017; la consegna della montatura era prevista per il 18/11/2023, e con essa si chiudeva il progetto.
La spada di Bungo
Con Taira Kiyoaki partecipa al progetto di recuperare la spada di Bungo (豊後刀, Bungo-tō), con sabbia ferrosa del fiume Ōno e forno tatara. Il 04/10/2024, Giornata della spada giapponese, i due visitarono il governatore di Ōita, che li presentò come i due soli fabbri in attività della prefettura.
Il 09/01/2023 fece una dimostrazione pubblica di ripiegatura alla cerimonia dell’accensione del fuoco della forgia di Taira, con lui e altri due fabbri, e nel gennaio 2023 tenne una conferenza alla mostra 大分の名刀 (Ōita no meitō, «Le spade famose di Ōita») del Museo di Storia della Prefettura di Ōita, a Usa, dove furono esposte anche opere attuali sue e di Taira.
Vuole restituire qualcosa con il suo lavoro alla terra dove è nato, e che fra cento o duecento anni ci siano fabbri che possano vivere del mestiere.