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Un nome per decine di fabbri
Il Nihon Jinmei Daijiten dice che i fabbri chiamati Sukesada «sono diverse decine»: la cifra esatta non risulta in nessuna fonte aperta. Il dizionario ne scheda quattro: Hikobei-no-jō, attivo intorno alle ere Meiō ed Eishō (1492-1521); Yosōzaemon-no-jō, da Eishō a Daiei, che considera antenato dei Sukesada del periodo Edo; Genbei-no-jō, da Tenbun a Eiroku (1532-1570), e Yokoyama Heibei (横山平兵衛, Yokoyama Heibei), dal 1633 al 1721 o 1722. Il Museo Nazionale del Kyūshū ricorda che ci furono diversi Sukesada contemporaneamente, e che le firme aggiungono nomi come Genbei-no-jō, Yozaemon-no-jō, Hikobei-no-jō, Hikozaemon-no-jō o Jūrōzaemon-no-jō.
Per Markus Sesko, il primo Yosōzaemon (与三左衛門祐定, Yosōzaemon Sukesada) e il primo Hikobei (彦兵衛祐定, Hikobei Sukesada) sono i più dotati della fine del Muromachi, e li segue il secondo Genbei. Il primo Sukesada del Bizen della genealogia apparteneva al gruppo Kozori (小反, Kozori), della fine del Nanbokuchō, di appartenenza incerta.
La bottega del Sengoku
Nel periodo Sengoku gli Osafune avviarono una produzione in serie, di lame chiamate 束刀 (tabagatana) o 数打 (kazuuchi): con lo stesso nome lavoravano parenti e allievi, in una sorta di bottega collettiva. Sukesada figura tra i fabbri principali del Sue-Bizen, con Norimitsu, Tadamitsu, Katsumitsu, Munemitsu e Kiyomitsu. Le lame su commissione speciale si distinguono da quelle di serie: portano incisioni di divinità.
L’alluvione dello Yoshii
Una grande alluvione del fiume Yoshii distrusse Osafune. Secondo Markus Sesko, la cronaca Tōbi-gunson-shi la data a Tenshō 18 (1590); altre fonti che lui riporta danno il 1591, e la Biyō-kokushi l’era Daiei. Secondo la cronaca, sopravvisse la famiglia di Yokoyama Tōshirō Sukesada (横山藤四郎祐定, Yokoyama Tōshirō Sukesada), con tre figli, Shichibei, Genzaemon e Sōzaemon; il secondo, Gorō, morì. Le fonti divergono su quante famiglie si salvarono: una o due a Osafune e una a Hatakeda, secondo il Kibi-tōken-kō. Tōshirō aprì una nuova forgia a circa 200 o 300 metri a sud del vecchio nucleo.
Sesko racconta che Tōshirō succedette a Shichirōemon Sukesada, quarto figlio del secondo Genbei, adottato da suo fratello maggiore, lo Shichirōemon dell’era Tenshō che lavorò per Kobayakawa Hideaki.
Il ramo Yokoyama
Yokoyama Heibei nacque nel 1633 e morì il giorno 29 dell’undicesimo mese di Kyōhō 6 (1721 o 1722, secondo il calendario), a 89 anni. Discendeva in sesta generazione da Yosōzaemon, ricevette nel 1664 (Kanbun 4) il titolo di 上野大掾 (Kōzuke Daijō) e guidò la rinascita del Bizen del periodo Edo. Firmava 備州長船住横山上野大掾藤原祐定 (Bishū Osafune-jū Yokoyama Kōzuke Daijō Fujiwara Sukesada). Gli Yokoyama rimasero a Osafune per tutto il periodo Edo. Il Museo Nazionale di Tokyo conserva una spada del 1919 (Taishō 8) firmata 備前国長船住横山祐定 友成六十代孫 (Bizen no kuni Osafune-jū Yokoyama Sukesada, Tomonari rokujūdai no son): «discendente alla 60ª generazione di Tomonari».