Atsuta Jingū · bene culturale importante

Opere famose

Un tachi bene culturale importante nel santuario Atsuta, un altro firmato e uno senza firma con il rango più alto della NBTHK, uno di attribuzione discussa e un omonimo del Museo Nazionale di Tokyo.

In questa pagina
  1. Le sue lame
  2. Il tachi del santuario Atsuta
  3. Un’attribuzione discussa
  4. Un altro Kunitomo
  5. Nei trattati

Le sue lame

OperaRangoDove si trovaDati
Tachi 太刀 銘国友 (tachi mei Kunitomo)Bene culturale importante (重要文化財, jūyō bunkazai), dal 29/08/1950Santuario Atsuta (Atsuta Jingū), Nagoyan. 30 della mostra «Kyō no katana» (Museo Nazionale di Kyoto, 2018); 75,7 cm, sori 2,2 cm, secondo Sesko
Tachi firmato, il secondo sicuroTokubetsu jūyō tōken (NBTHK)Non risulta74,3 cm, sori 2,2 cm
Tachi senza firma a lui attribuitoTokubetsu jūyō tōken (NBTHK)Non risulta76,6 cm, sori 1,6 cm
Tachi 太刀 銘国友造 (tachi mei Kunitomo tsukuru)Oggetto d’arte importante (重要美術品, jūyō bijutsuhin)黒川古文化研究所 (Kurokawa Ko-bunka Kenkyūjo, Istituto Kurokawa di Culture Antiche), Nishinomiya72,4 cm; attribuzione discussa

Il tachi del santuario Atsuta

È l’esempio più famoso della sua opera, secondo Sesko. È bene culturale importante dal 29 agosto 1950, e la scheda ufficiale lo dà come opera del periodo Kamakura. Nel 2018 fu il pezzo n. 30 della sezione «Awataguchi e Yoshimitsu» della grande mostra «Kyō no katana», al Museo Nazionale di Kyoto.

Un’attribuzione discussa

Il tachi firmato 国友造 (Kunitomo tsukuru) dell’Istituto Kurokawa non convince Honma, che dubita che sia di Awataguchi e indica un fabbro Ko-Bizen della stessa epoca; Sesko, per la sua forma e il suo nakago, lo accetterebbe come di Awataguchi Kunitomo.

Un altro Kunitomo

Il Museo Nazionale di Tokyo ha un tachi bene culturale importante, classificato il 14 dicembre 1931, firmato 左衛門尉藤原国友 (Saemon-no-jō Fujiwara Kunitomo) e datato Shōchū 1 (1324). La sua scheda non lo dà come di Awataguchi, e la data lo colloca circa 130 anni dopo Kunitomo: è un altro fabbro, e non si sa se della stessa famiglia.

Nei trattati

Nelle fonti consultate non risulta nessuna sua lama nel Kyōhō meibutsuchō (享保名物帳) né negli elenchi dei wazamono.