La base della lama con lo hamon di chōji e il nakago ossidato, con due fori e la firma consumata.

Museo Nazionale di Tokyo, via ColBase · Condizioni d’uso di ColBase

Chōji · midare-utsuri · ikubi-kissaki

Opera e stile

Una trentina di lame, quasi tutte tachi e molte accorciate, di due tipi: tachi robusti dal chōji vistoso e altri più sottili; e opere piccole alla maniera Ko-Bizen.

In questa pagina
  1. Ciò che si conserva
  2. Chiavi del kantei
  3. A confronto con la scuola Ichimonji
  4. Il tachi del Museo Nazionale di Tokyo
  5. Gli hi
  6. Il tachi del Museo Nazionale di Tokyo
  7. Nelle vetrine del museo

Ciò che si conserva

Secondo la Wikipedia in giapponese si conservano una trentina di lame: tachi firmati con i due caratteri 光忠 (Mitsutada) e tachi lunghi accorciati (磨上, suriage) a katana. Quelle firmate sono spesso accorciate, e quelle attribuite senza firma sono a volte più vistose di quelle firmate. L’Agenzia per gli affari culturali segnala che sono rare le sue firme su un nakago non accorciato (生ぶ, ubu).

Chiavi del kantei

Secondo la Wikipedia in giapponese e le schede dell’Agenzia per gli affari culturali:

  • Sugata: quello della metà del Kamakura: koshizori alto, kasane spesso, mihaba largo e, nel tipo robusto, ikubi-kissaki. Il tachi non accorciato del Museo Tokugawa, di 82,4 cm, è shinogi-zukuri con iori-mune, koshizori alto con molto funbari e chū-kissaki.
  • Jihada: ko-itame molto serrato con ji-nie fine e un midare-utsuri nitido.
  • Hamon: basato sul nioi: gunome-chōji, con kawazuko-chōji e jūka-chōji nei più vistosi; nelle opere piccole di stile Ko-Bizen, suguha con ko-midare e chōji-ashi.
  • Bōshi: notare-komi con komaru, nel tachi del Museo Tokugawa; ran-komi quasi yaki-zume, nella Ikoma Mitsutada.
  • Nakago e mei: nakago ubu con punta kurijiri e yasurime katte-sagari, nel tachi del Museo Tokugawa; firma di due caratteri, 光忠 (Mitsutada). Le firme intarsiate in oro sono perizie degli Hon'ami, non del fabbro.

A confronto con la scuola Ichimonji

Ciò che lo distingue dalla scuola Ichimonji, secondo la Wikipedia in giapponese: la sua tempra ha meno differenza di altezza e presenta gunome. Il Museo Nazionale di Tokyo, nel descrivere il suo tachi, richiama il suo legame con la scuola Ichimonji, che prosperò prima, dall’inizio alla metà del Kamakura.

Il tachi del Museo Nazionale di Tokyo

Firmato 光忠 (Mitsutada), di 68,4 cm e sori di 1,8 cm; bene culturale importante dal 1975. Per il museo è del tipo slanciato con chū-kissaki, non di quello robusto con ikubi-kissaki: jigane di itame serrato con utsuri chiaro, e uno hamon di chōji brillante con kawazuko-chōji e fukuro-chōji.

Gli hi

Markus Sesko cita Mitsutada tra i fabbri dal bōhi largo, con Miike Tenta Mitsuyo e Higo no Daijō Sadakuni, e la scuola Ko-Osafune (Mitsutada, Nagamitsu, Kagemitsu e Sanenaga) tra quelle che accompagnano il bōhi con uno tsurebi.