La punta e il corpo di un tachi con una tempra di chōji molto fitta e sovrapposta, e il suo codolo sulle due facce, su fondo nero.

Foto: il fabbro stesso

Jūka-chōji · Sanchōmō · utsushi

Opera e stile

Tachi larghi di formato Kamakura, jigane di ko-itame molto compatto con utsuri e un chōji fitto e sovrapposto di nioi: il «chōji di Ōno».

In questa pagina
  1. Il «chōji di Ōno»
  2. Le copie
  3. Galleria di opere
  4. Opere con scheda

Il «chōji di Ōno»

La sua specialità è lo hamon di 重花丁子 (jūka-chōji), che è stato chiamato 大野丁子 (Ōno-chōji). Lui stesso riassume il suo impegno: ricreare i tachi Ichimonji della metà del periodo Kamakura, di mihaba largo e forma possente, con un jūka-chōji midare a base di nioi e utsuri.

Secondo lui, le sue lame hanno un jigane di ko-itame molto compatto, con un po’ di mokume e utsuri nitido; uno hamon di nioi profondo e morbido, con ashi e yō abbondanti, a volte con kinsuji e sunagashi; e un bōshi (帽子) in cui entra il chōji.

Le opere che firma 精鍛作 (seitan saku) sono fatte, secondo lui, con un metodo di forgiatura più rischioso del solito, con più fallimenti e una resa minore. Se una lama non esce bene dallo yaki-ire (焼き入れ), la distrugge e ricomincia da capo.

Le copie

La sua opera più citata è la copia del 山鳥毛 (Sanchōmō, letto anche Yamatorige), il tachi di Fukuoka Ichimonji degli Uesugi, tesoro nazionale, la cui tempra era ritenuta impossibile da riprodurre. La terminò verso il 1984 e lo copiò di nuovo nel 1986 e nel 2004. Gli si attribuisce il merito di essere stato il primo a ottenere il nioiguchi (匂口) a mezza isola che l’originale ha sulla faccia omote, accanto allo habaki.

Ha copiato anche il tantō 桑山保昌 (Kuwayama Hōshō), in masame allo stile di Yamato (di quel tipo ne ha fatti solo tre), e la lancia 蜻蛉切 (Tonbokiri) di Honda Tadakatsu.

Le sue opere sono spade d’arte: si vedono al 現代刀職展 (Gendai Tōshokuten) della NBTHK, dove espone senza esame, e nel catalogo del 2019 della mostra Heisei no Meitō Meikōten.

Opere con scheda

  • Tachi firmato 於越後國義光作之 (oite Echigo no kuni Yoshimitsu kore o tsukuru), autunno del 1991: 79,3 cm, sori 3,4 cm, lucidato da 藤代興里 (Fujishiro Okisato). È il n. 26 del catalogo Heisei no Meitō Meikōten (2019).
  • Tachi della primavera del 2004, copia del Sanchōmō, 79,5 cm, firmato 於備前國大野義光作之 (oite Bizen no kuni Ōno Yoshimitsu kore o tsukuru).
  • Tantō dell’estate del 2004, copia del Kuwayama Hōshō, 26,0 cm, in masame.
  • Tachi di suguha sottile dell’autunno del 1991, 76,2 cm, e wakizashi con horimono della primavera del 1991, 47,3 cm: i n. 1 e 10 del catalogo del Museo Hayashibara.
  • Tantō dell’agosto 1986, 28,6 cm, di gunome e saka-chōji; tachi del febbraio 1986, 81,0 cm, di chōji grande, con l’iscrizione «中之口川辺» (Nakanokuchi-gawabe).
  • Lancia dell’agosto 2011, copia del Tonbokiri, 40,8 cm, con horimono.