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Le sue opere designate
Kotobank conta un 御物 (gyobutsu), cinque tachi e una naginata tesoro nazionale e 28 beni culturali importanti. Wikipedia in giapponese dà sei tesori nazionali, 28 beni culturali importanti e 36 jūyō bijutsuhin nella voce a lui dedicata, ma 33 beni culturali importanti in quelle di due dei suoi tachi, dove lo chiama il fabbro con più opere designate di tutti. La differenza tra 28 e 33 non è stata risolta: resta da contarle nel censimento dell’Agenzia per gli affari culturali.
I suoi tesori nazionali
| Opera | Designazione | Dove si trova |
|---|---|---|
| Tachi 大般若長光 (Daihannya Nagamitsu), firma 長光 (Nagamitsu) | Designato nel 1931 secondo la vecchia legge; tesoro nazionale il 9 giugno 1951 | Museo Nazionale di Tokyo |
| Tachi 遠江長光 (Tōtōmi Nagamitsu), firma 長光 (Nagamitsu) | Bene culturale importante nel 1953; tesoro nazionale il 20 marzo 1954 | Museo d’arte Tokugawa, Nagoya |
| Tachi 熊野三所権現長光 (Kumano Sansho Gongen Nagamitsu) | Tesoro nazionale nel 1931 e di nuovo, con la legge attuale, nel 1952 | Collezione privata, Osaka |
| Tachi con firma 備前国長船住左近将監長光造 (Bizen no kuni Osafune-jū Sakon-no-shōgen Nagamitsu tsukuru) | Tesoro nazionale | Museo d’arte Hayashibara, Okayama |
| Tachi con firma 長光 (Nagamitsu) | Tesoro nazionale nel 1955 | Museo Nazionale di Tokyo |
| Naginata con firma 備前国長船住人長光造 (Bizen no kuni Osafune-jūnin Nagamitsu tsukuru) | Tesoro nazionale | Museo d’arte Sano, Mishima (Shizuoka) |
Il Daihannya Nagamitsu
- Tachi di 73,6 cm di lunghezza e 2,9 cm di curvatura: shinogi-zukuri, iori-mune, koshizori alto, punta media in inokubi, ko-itame con midare-utsuri e uno hamon di chōji grande mescolato a gunome, con bōhi sulle due facce. Porta la firma 長光 (Nagamitsu).
- Il suo nome viene dalla stima che gli fu data nel Muromachi, 600 貫 (kan), lo stesso numero dei rotoli del sutra 大般若経 (Daihannya-kyō). Per l’Agenzia per gli affari culturali era già allora una delle spade con nome più celebri.
- Appartenne agli shōgun Ashikaga e a Miyoshi Nagayoshi; poi a Oda Nobunaga, che lo diede a Tokugawa Ieyasu per la battaglia dell’Anegawa, e questi a Okudaira Nobumasa per quella di Nagashino. Passò poi a Matsudaira Tadaaki e alla sua casata, nel dominio di Oshi. Nell’era Taishō lo comprò il conte Itō Miyoji; il grande terremoto del Kantō piegò la lama, che fu restaurata, e nel 1939 entrò nel Museo Imperiale, oggi Museo Nazionale di Tokyo.
Il Tōtōmi Nagamitsu
Tachi accorciato (suriage), con uno hamon di chōji e kawazuko-chōji di nioiguchi serrato. La scheda di designazione gli dà 72,1 cm di lunghezza e 2,3 cm di curvatura; Wikipedia in giapponese 71,8 cm, e la banca dati 文化遺産オンライン (Bunka Isan Online) 72,4 cm. Il suo nome è quello di un proprietario: passò da Oda Nobunaga ad Akechi Mitsuhide, da lui al suo vassallo Tsuda Tōtōmi-no-kami Shigehisa e poi ai Maeda, che nel 1708 lo regalarono allo shōgun Tokugawa Tsunayoshi; finì nella casata di Owari.
Il Kumano Sansho Gongen Nagamitsu
Tachi non accorciato (ubu), di 75,0 e 2,9 cm di lunghezza e di curvatura, punta piccola e ko-itame con un midare-utsuri vivace; sul codolo, anch’esso intatto, l’iscrizione 熊野三所権現 (Kumano Sansho Gongen) e la firma 長光 (Nagamitsu). Secondo la fondazione che lo conserva, fu forgiato per i riti contro le invasioni mongole e offerto a Kumano. Tra i suoi proprietari ci furono i Kuki, Toyotomi Hideyoshi, gli shōgun Tokugawa e, dal 1717, Kutsuki Tanemoto, signore di Fukuchiyama.
Beni culturali importanti, in musei e santuari
- Al Museo d’arte Hayashibara, un tachi con la firma di Sakon-no-shōgen datato 1289 (正応二年十月, Shōō ninen jūgatsu).
- Altri, secondo Wikipedia in giapponese: tachi al Museo Nazionale di Tokyo, al Museo Nazionale di Kyoto, al Museo d’arte Tokugawa, allo 陽明文庫 (Yōmei Bunko), con suguha, e al Museo della Prefettura di Okayama; e in santuari: lo Hie Jinja (due), il Nezu Jinja, lo Tsurugaoka Hachimangū, lo Hakusan Hime Jinja, l’Atsuta Jingū, il Takiyama Tōshōgū, il Tamukeyama Hachimangū e il Kotohira-gū. C’è anche una naginata che appartenne alla casa imperiale, al Museo Nazionale di Tokyo, e ken allo Tsushima Jinja (Aichi) e a Fukuoka.
- Di alcune si sono perse le tracce, come quella dell’Aso Jinja, portata via dalle forze di occupazione.
Negli elenchi antichi
- Il Tōtōmi Nagamitsu è nel Kyōhō meibutsuchō (享保名物帳), il registro delle spade celebri dello shōgun. Il Daihannya Nagamitsu no, nonostante la sua fama: secondo Wikipedia in giapponese, alcuni daimyō non dichiararono allo shōgun tutti i loro pezzi celebri.
- Non figura nella lista di taglio di Yamada Asaemon, che invece riporta altri fabbri di Osafune.
Una leggenda: l’Azuki Nagamitsu
La tradizione attribuisce a Uesugi Kenshin una spada di Nagamitsu chiamata 小豆長光 (Azuki Nagamitsu): un contadino portava in spalla un sacco di fagioli azuki che, sfiorando la lama, si spaccavano. Se ne persero le tracce nel 1967. Né la leggenda né che fosse di Kenshin sono documentate.
Galleria
Il Daihannya Nagamitsu: il codolo con la firma e la lama intera. 文化財協会 (Bunkazai Kyōkai), dominio pubblico, via Wikimedia Commons · Dominio pubblico · provenienza
Il Kumano Sansho Gongen Nagamitsu. 文化財協会 (Bunkazai Kyōkai), dominio pubblico, via Wikimedia Commons · Dominio pubblico · provenienza
Il kodachi «Hachiya Nagamitsu», del XIII secolo, bene culturale importante secondo la didascalia della foto; non risulta in quale museo si trovi. Artanisen, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons · CC BY-SA 4.0 · provenienza