I tratti della scuola
La forma della scuola Sa a metà del Nanbokuchō, secondo Markus Sesko: lama larga, con poca differenza di larghezza tra la base e la punta, kasane sottile, sori poco profondo e ō-kissaki. Il suo acciaio è un ko-itame o mokume con chikei; la tempra, di nie, con kinsuji e sunagashi; il bōshi, appuntito e dal kaeri lungo, e il codolo, in ha-agari kurijiri con limature ō-sujikai.
Una katana attribuita, descritta
Una katana senza firma con certificato Tokubetsu Hozon della NBTHK, attribuita a Sa Sadayoshi, misura 69,4 cm, con 1,6 cm di sori, 3,1 cm di larghezza alla base e 2,5 cm alla punta:
- Sugata. Larga alla base e alla punta, di kasane sottile, con koshizori e ō-kissaki.
- Jihada. Itame misto a mokume, ji-nie fine e fitto, chikei frequenti e utsuri.
- Hamon. Di tipo suguha con ko-gunome, yubashiri, tobiyaki, nijū-ba, ashi, nie profondo, kinsuji, nie-suji e sunagashi.
- Bōshi. Notare-komi, ko-maru e hakikake.
- Nakago e mei. Accorciato del tutto (ō-suriage), con la punta in kurijiri poco profondo, limature katte-sagari, due fori e senza firma.
La sua scheda la descrive come una lama della forma di Enbun e Jōji, larga e dal kissaki molto lungo, con tratti di Ō-Sa.
Designazioni da verificare
- Una katana di 70,4 cm, con 2,4 cm di sori, tachi accorciato dell’era Bunna, gli veniva citata come Jūyō della 48ª sessione (2002); non è stata trovata in nessuna fonte consultabile.
- Una katana senza firma con un’iscrizione in oro di prova di taglio di due corpi, 二ツ胴裁断 (futatsu-dō saidan), di Matsumoto Chōdayū, gli viene citata come Jūyō della 22ª sessione. La data dell’iscrizione non torna: dice Jōkyō 2 (1685), ma con il segno ciclico 己丑 (tsuchinoto-ushi), che non è quello di quell’anno; bisognerebbe vedere l’originale.