Sugata
La katana Tokubetsu Jūyō del primo Tanba no Kami commentata dalla NBTHK misura 2 shaku 5 sun 7 bu (circa 77,9 cm) di lama e 5 bu di sori, in shinogi-zukuri con iori-mune: è larga, con la punta lunga e spessa, la forma dello shintō dell’era Keichō.
Jihada
In quella katana, un ko-itame fitto con un nagare forte e masame nello shinogi-ji, ji-nie abbondante e chikei fine, secondo la NBTHK. Secondo Hawley, nel Japanese Sword Index, lo hada è itame con masame nello shinogi.
Hamon: il sudare-ba
Secondo la tradizione riportata dalla NBTHK, Yoshimichi creò il sudare-ba (簾刃), una tempra le cui bande ricordano una tenda di bambù. La NBTHK cita due trattati antichi: uno descrive un sudare-ba «disfatto», e lo 新刀弁疑 (Shintō Bengi) dice che il sudare-ba netto si vede molto di rado; in pratica, all’interno di un midare libero compaiono tratti a forma di tenda. Nella katana del primo, la NBTHK descrive uno yakidashi diritto e lungo alla base e, sopra, un notare ampio con gunome e ko-gunome, ashi e yō, shimaba, nioiguchi denso, tobiyaki, yubashiri, kinsuji, sunagashi e nie-suji, con segni del sudare-ba che sarebbe stato lo stile della generazione successiva. Hawley aggiunge che alcune lame portano nel monouchi un disegno del monte Fuji tra le nuvole.
Bōshi
Nella katana del primo, un suguha largo con hakikake e la punta acuta, secondo la NBTHK. Le fonti consultate non danno una regola del bōshi per le altre generazioni.
Nakago e mei
Secondo Hawley, i due rami si distinguono per il tratto del punto di 守 (kami): a Kyoto punta verso le nove o le undici di un orologio, e a Osaka verso le sei. Scrivevano 丹波 (Tanba) con il primo carattere a forma di vela di nave, e quelli di Kyoto portano dalla seconda generazione il crisantemo a sedici petali. La katana Tokubetsu Jūyō del primo è firmata 丹波守吉道 (Tanba no Kami Yoshimichi) e aggiunge 為内藤九郎右衛門代々 (tame Naitō Kurōemon daidai): fatta per la famiglia di Naitō Kurōemon, di generazione in generazione.
La sua impronta
Secondo la NBTHK, il primo Yoshimichi influì su Kunikane, il primo di Sendai, allievo di Etchū no Kami Masatoshi: una sua lama del 1629 (Kan'ei 6) ricorda l’opera del fratello maggiore del suo maestro, con vari gradini nello hamon, come un sudare-ba.
