Dal Mino a Kyoto
La NBTHK pensa che il primo Yoshimichi fosse figlio di Kanemichi (兼道), fabbro del Mino, e uno dei quattro fratelli che si trasferirono con il padre nello Yamashiro: la scuola Mishina. Markus Sesko precisa che Kanemichi portò a Kyoto i suoi quattro figli, Iga no Kami Kinmichi, Rai Kinmichi, Tanba no Kami Yoshimichi ed Etchū no Kami Masatoshi, nel 1593 (Bunroku 2), e che si stabilirono nel quartiere di Nishinotōin (西洞院); Yoshimichi era il terzo. Il dizionario biografico di Kōdansha, su Kotobank, colloca invece l’arrivo di Kanemichi e di Kinmichi a Kyoto verso l’era Eiroku (1558-1570).
Il dizionario dei nomi di Haga Yaichi dà al primo Yoshimichi il titolo di Tanba no Kami dal 1595 (Bunroku 4).
I cinque fabbri di Kyoto
Secondo Wikipedia in giapponese, i quattro fratelli Mishina e Ōmi no Kami Hisamichi, allievo della casa, formano i cinque fabbri di Kyoto (京五鍛冶, Kyō go-kaji), che prosperarono per tutto il periodo Edo accanto alle scuole Umetada e Horikawa. Secondo Hawley, ripreso dal Japanese Sword Index, gli Yoshimichi di Kyoto poterono mettere nella firma, dalla seconda generazione, il crisantemo a sedici petali.
Il ramo di Osaka
Hawley distingue due rami principali, quello di Kyoto e quello di Osaka, e la lista di taglio degli Yamada riporta separatamente i primi due Yoshimichi di Kyoto (京吉道, Kyō Yoshimichi) e i primi due di Osaka (大坂吉道, Ōsaka Yoshimichi). Kotobank racconta che Tango no Kami Kanemichi (丹後守兼道, 1603-1672) era figlio dello Yoshimichi di Kyoto, si chiamò 直道 (Naomichi) verso l’era Kan'ei e poi si trasferì a Osaka; Markus Sesko lo indica come secondo figlio del Tanba no Kami di Kyoto, andato a Osaka nell’era Kan'ei, e suo figlio come il secondo Kanemichi. Chi fondò il ramo degli Yoshimichi di Osaka non risulta nelle fonti consultate.
Le generazioni
Hawley conta undici generazioni di fabbri dello Yamashiro che firmano Tanba no Kami Yoshimichi, tra il 1634 e il 1853. Il dizionario dei nomi di Haga Yaichi riporta voci sparse fino alla settima: la seconda, titolo e permesso del crisantemo nel 1629 (Kan'ei 6); la terza, 1662 (Kanbun 2); la quarta si rasò la testa nell’era Genroku e prese un nome da religioso; la quinta, 1711 (Shōtoku 1); la sesta, 1752 (Hōreki 2), e la settima, 1793 (Kansei 5), fabbro del signore di Nobeoka, nello Hyūga. Quelle voci ripetono numeri e si contraddicono sull’ordine: non c’è un albero affidabile delle generazioni nelle fonti consultate.
The Metropolitan Museum of Art data uno Yoshimichi di Kyoto, autore delle lame di un daishō per un bambino, tra la fine del XVII secolo e l’inizio del XVIII.