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Persegue la riproduzione delle spade antiche del Bizen-den, e la Wikipedia in giapponese lo colloca tra coloro che ne avviarono il successo tra i fabbri di oggi; di lui sottolinea l’utsuri, la cosa più difficile del Bizen-den. La sua specialità è un chōji-midare ampio, il «chōji di Yoshihara», e i suoi intagli (彫物, horimono) sono molto apprezzati. Per lui la spada deve tagliare bene ed essere al tempo stesso oggetto sacro e opera d’arte, non un’arma.
Galleria di opere
Una katana di Yoshindo con bōhi, intera. Foto: commercio in Giappone
La stessa katana: il codolo con la sua firma e l’inizio del bōhi. Foto: commercio in Giappone
L’hamon di chōji della stessa katana, vicino alla base. Foto: commercio in Giappone
Una katana di Yoshindo con horimono alla base. Foto: commercio in Giappone
Il codolo della stessa katana, con la sua iscrizione, e l’inizio dello horimono. Foto: commercio in Giappone
Il chōji-midare della stessa katana. Foto: commercio in Giappone
Un tantō moroha-zukuri (両刃造, a doppio filo) di Yoshindo. Foto: commercio in Giappone
Lo stesso tantō, nella sua shirasaya. Foto: commercio in Giappone
La tempra dei due fili, vicino alla punta. Foto: commercio in Giappone
Opere esposte dalla NBTHK
Quelle che figurano nei cataloghi del Museo della Spada Giapponese:
| Anno | Opera | Firma | Nagasa | Livello |
|---|---|---|---|---|
| 1999 (esposta nel 2019, 名工大賞, Meikō Taishō) | Wakizashi con horimono intagliato da lui, lucidato da Takaiwa Setsuo; anche la saya è sua | 義人彫同作 (Yoshindo hori dōsaku) | 38,0 cm | HD |
| 2021 | Katana | 小鍛冶義人作之 (Kokaji Yoshindo kore o tsukuru) | 72,0 cm | HD |
| 2022 | Wakizashi | 小鍛冶義人作七十九 (Kokaji Yoshindo saku, nanajūku: a 79 anni) | 34,3 cm | HD |
| 2024 | Wakizashi | 小鍛冶義人作 (Kokaji Yoshindo saku), primavera di Reiwa 5 (2023) | 44,9 cm | HD |
| 2026 | Wakizashi | Kokaji Yoshindo saku | 40,3 cm | HD |
Nei musei
Ha opere al Metropolitan Museum of Art di New York e al Museum of Fine Arts di Boston, che gli proposero di acquistare una spada dopo il 1980, e un wakizashi al Museo Nazionale del Bargello di Firenze, donato nel 2005.