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Forma (姿, sugata)
- Le sue lame misurano quasi sempre meno di uno shaku (circa 30,3 cm); quelle di Hiromitsu, di più. La NBTHK cita come eccezioni un wakizashi di 1 shaku 7 sun (circa 51,5 cm) del Museo Nazionale di Tokyo e un tachi piccolo. La misura di quel tachi, «2 shaku 7 bu» nella traduzione inglese, è da verificare.
- Il wakizashi del 1398: hira-zukuri, mitsu-mune, 31,35 cm di lunghezza, 0,35 cm di curvatura, 2,8 cm di larghezza alla base e 0,5 cm di spessore.
- La katana senza firma che gli viene attribuita: 69,9 cm di lunghezza e 2,25 cm di curvatura.
Acciaio (地肌, jihada)
Itame con mokume, molto ji-nie e chikei, nel wakizashi del 1398; nel tantō del 1376, itame con mokume piuttosto marcato, ji-nie e chikei.
Tempra (刃文, hamon)
- Lo stile di Hiromitsu e Akihiro è lo hitatsura, con chōji dalla testa larga e rotonda (団子丁子, dango-chōji), tobiyaki, yubashiri e muneyaki voluti, senza che sembrino forzati. Per la NBTHK fu un’innovazione seguita dai Sue-Sōshū del periodo Muromachi e da fabbri di altre province. Il dango-chōji marcato si vede di più in Hiromitsu.
- Il wakizashi del 1398: gunome con chōji e un po’ di ko-notare, in hitatsura, con yubashiri, tobiyaki e un po’ di muneyaki, kinsuji e sunagashi. Il tantō del 1376: kinsuji e inazuma netti. La katana attribuita: gunome grande in hitatsura.
- Il suo hitatsura è descritto come più verticale di quello di Hiromitsu, con gunome squadrati e togari-ba.
Punta (帽子, bōshi)
Nel wakizashi del 1398, un midare-komi piccolo su una faccia e diritto (sugu) sull’altra.
Incisioni (彫物, horimono)
- Quasi tutte le sue lame portano incisioni semplici (katana-hi, gomabashi, suken); quelle che non ne portano nessuna sono rarissime. Markus Sesko annovera Hiromitsu e Akihiro fra i maestri Sōshū posteriori a Masamune famosi per le loro incisioni, soprattutto per i bonji.
- Il tantō del 1376 porta su una faccia una spada (利剣, riken) su un piedistallo di loto e sull’altra il bonji «kān» con due scanalature (二筋樋, futasuji-hi), secondo la tradizione Sōshū. La katana attribuita porta un bōhi su entrambe le facce.
Codolo e firma (茎・銘, nakago e mei)
- Il wakizashi del 1398: codolo non accorciato (生ぶ, ubu), punta kurijiri, limatura katte-sagari e firma di cinque caratteri sotto il primo buco.
- Il suo codolo è descritto come corto, a tanagobara, con punta kurijiri e limatura kiri. La limatura non coincide con quella del wakizashi del 1398.
- Nella firma autentica, il primo tratto del carattere 広 (hiro) è orizzontale; in quella di Hiromitsu, verticale.
Il tantō del 1376
Il tantō del 1376 (Eiwa 2), dalla faccia con l’incisione della spada. Museo Nazionale di Kyoto, via ColBase · Condizioni d’uso di ColBase · provenienza
L’altra faccia: il bonji e le due scanalature (二筋樋, futasuji-hi). Museo Nazionale di Kyoto, via ColBase · Condizioni d’uso di ColBase · provenienza
Il codolo, con la firma 相州住秋広 (Sōshū-jū Akihiro). Museo Nazionale di Kyoto, via ColBase · Condizioni d’uso di ColBase · provenienza
L’altra faccia del codolo, con la data 永和二 (Eiwa ni): 1376. Museo Nazionale di Kyoto, via ColBase · Condizioni d’uso di ColBase · provenienza