Ko-itame e gunome

Opera e stile

Tre sue lame sono descritte con le loro misure, il loro acciaio e la loro tempra, tutte anteriori al 2015; il resto sono incisioni, frecce e la replica dello Hotarumaru.

In questa pagina
  1. Le sue lame
  2. L’incisore
  3. Frecce e coltelli
  4. La replica dello Hotarumaru
  5. Galleria

Le sue lame

  • Uchigatana (打刀, uchigatana) con daikissaki e la forma delle spade dell’era Keichō (慶長新刀, Keichō shintō): nagasa di 2 shaku 3 sun 8 bu (circa 72 cm) e sori di appena oltre 6 bu (circa 1,8 cm); jihada ko-itame (小板目, ko-itame) e hamon gunome-chōji midare (互の目丁子乱れ, gunome chōji midare). È quella che prestò al Peabody Museum di Yale.
  • Wakizashi lungo: nagasa di 1 shaku 8 sun (circa 54,5 cm) e sori di appena oltre 3 bu (quasi 1 cm); jihada ko-itame e hamon gunome midare (互の目乱れ, gunome midare).
  • Tantō, la sua prima opera: nagasa di 8 sun 1 bu (circa 24,5 cm), senza sori; jihada masame (柾目, masame) mescolata con itame (板目, itame) e hamon gunome midare.

Tutte e tre sono in ko-itame o masame e in gunome: uno stile di Mino e di Seki, quello della sua scuola.

L’incisore

Incide lui stesso gli horimono (彫物, horimono) della lama: bonji (梵字, bonji), le lettere sanscrite dei buddha, e figure.

Frecce e coltelli

Forgia punte di freccia karimata (雁股, karimata), biforcute, con un traforo inome (猪目, inome) a forma di cuore, e un coltello yanagiba di 7 sun con ferro di 64 strati e acciaio di oltre 1.024.

La replica dello Hotarumaru

Lo Hotarumaru-utsushi è un ōdachi di circa 136 cm e 2,5 kg, circa due volte e mezzo una spada di oggi. Senza l’originale, che è andato perduto, Fukudome e Kōroki lavorarono con documenti e con un oshigata conservato in un centro di artigianato di Kumamoto; la cosa più difficile, dissero, fu cancellare le proprie abitudini di fabbro e non conoscere lo spessore della lama.

La sua fase preferita è la tempra, lo yaki-ire (焼き入れ, yaki-ire). Sogna di forgiare un giorno sulla Luna e di fare il proprio acciaio (自家製鉄, jika seitetsu), e ritiene migliore una spada che abbia uno scopo chiaro, d’uso o d’arte.

Ciò che racconta lui in un’intervista