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Due maniere
La NBTHK distingue due stili nel primo. Prima del titolo, nell’era Tenshō, un itame biancastro con nagare-hada e un hamon di ko-gunome, togariba, gunome e chōji, dal nioiguchi compatto con ko-nie: lo stile di Seki, molto marcato. Dopo il titolo, l’influenza del Sōshū-den, come in molti fabbri dell’era Keichō: a volte un Sōshū vigoroso, che si riconosce da un hamon alla maniera di Mino, con notare, gunome e togariba. Il suo modello era lo stile di Shizu Saburō Kaneuji.
Secondo la NBTHK, ciò che firmò sono soprattutto katana e wakizashi hira-zukuri, con alcune naginata e lance. Dell’era Tenshō ci sono lame corte, quasi nessuna katana e poche datate.
Sugata
La katana tokubetsu jūyō che commenta la NBTHK è larga, con poca differenza tra la larghezza alla base e quella alla punta, e un kissaki grande proprio del Momoyama. Markus Sesko pone la scuola Mishina tra gli esempi della forma Keichō-shintō.
Jihada
In quella katana, ko-itame con zone di nagare-hada, secondo la NBTHK.
Hamon
In quella katana, la NBTHK descrive un hamon alto di gunome e chōji con togariba, ko-gunome e yahazu-chōji, con molti ashi e yō e un nioiguchi compatto di ko-nie un po’ irregolare, più tobiyaki e muneyaki. Le variazioni verticali marcate dell’hamon sono proprie di Seki alla fine del Muromachi.
Bōshi
Per la NBTHK, un bōshi notare-komi a punta acuta è il bōshi 三品 (sanpin, Mishina), quello della scuola. Se la lama è di Iga no Kami Kinmichi, l’hamon ha tratti squadrati, si vedono appena tratti saka nel midare e il bōshi presenta nie-kuzure e hakikake. La katana tokubetsu jūyō ha un bōshi midare-komi largo, a punta acuta in ko-maru e con un ritorno lungo.
Nakago e mei
Il codolo di quella katana non è accorciato: estremità ha-agari kuri-jiri, limature sujichigai, un buco e firma lunga sulla faccia omote, vicino al mune. Secondo la NBTHK, quasi tutte le firme del primo dopo il titolo dicono 伊賀守金道 (Iga no Kami Kinmichi), cinque caratteri, e solo tre lame note, tra cui questa, aggiungono 藤原 (Fujiwara). Le poche katana del 1581 non portano titolo, e in esse la data della faccia ura comincia sopra il buco.
Markus Sesko porta come esempio un tantō del terzo, verso l’era Hōei (1704-1711), di 25,5 cm, firmato con il crisantemo 三品伊賀守日本鍛冶宗匠藤原金道 (Mishina Iga no Kami Nihon kaji sōshō Fujiwara Kinmichi).
Come distinguere le generazioni
La firma è il primo indizio: senza titolo e con 金道作 (Kinmichi saku), il primo prima del 1594; con 伊賀守金道 (Iga no Kami Kinmichi) e senza il titolo di sōshō, il primo dopo; con il crisantemo e 惣匠 (sōshō), il secondo; con 宗匠 (sōshō), dal terzo in poi. Lo stile di Seki del primo, i suoi gunome e togariba, si va perdendo nelle generazioni dell’epoca Edo.
Dettagli
Naginata firmata 伊賀守金道 (Iga no Kami Kinmichi). Museo Nazionale di Kyoto. Museo Nazionale di Kyoto, via ColBase · Condizioni d’uso di ColBase · provenienza