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Da Seki a Kyoto
La NBTHK ritiene che il primo Iga no Kami Kinmichi fosse figlio di Kanemichi (兼道, Kanemichi), fabbro di Seki, nel Mino, che più tardi cambiò il suo nome in Daidō. Secondo la tradizione che riporta, nel 1559 (Eiroku 2) il kanpaku Nijō Haruyoshi lo nominò fabbro di palazzo, ed egli andò a Kyoto con suo padre e i suoi fratelli Rai Kinmichi, Tanba no Kami Yoshimichi ed Etchū no Kami Masatoshi; lì fondarono la scuola Mishina (三品派, Mishina-ha). Un’altra versione che dà la NBTHK è che Kanemichi presentò una spada nel 1569 o nel 1570 e ricevette per questo un titolo.
Il Nihon Jinmei Daijiten pone il trasferimento a Nishinotōin, a Kyoto, verso l’era Eiroku (1558-1570), e Markus Sesko nel 1593 (Bunroku 2): le fonti non coincidono.
Il primo
Secondo la NBTHK, la sua opera datata più antica è del 1581 (Tenshō 9), firmata 金道作 (Kinmichi saku), e ricevette il titolo di Iga no Kami nel 1594 (Bunroku 3). Sesko aggiunge che forgiò una spada per l’imperatore Ōgimachi.
La NBTHK racconta che nel terzo mese del 1614 (Keichō 19) Tokugawa Ieyasu gli commissionò mille 陣太刀 (jin-dachi), tachi da parata per il suo esercito; quando li consegnò, nel sesto mese, tutti i fabbri del Giappone passarono a lavorare sotto la sua direzione, con licenza di fabbricare attrezzi per castelli e fossati e libero passaggio alle barriere. Su raccomandazione di Ieyasu, l’imperatore gli avrebbe dato il titolo di 日本鍛冶惣匠 (Nihon kaji sōshō), «maestro di tutti i fabbri del Giappone». Markus Sesko pone la commissione «qualche tempo prima» della battaglia di Sekigahara, del 1600, e gli dà come premio il titolo e il permesso di incidere il crisantemo imperiale sul codolo. Nessuna delle due fonti cita un documento dell’epoca: è tradizione.
Morì l’11º giorno del dodicesimo mese di Kan'ei 6, secondo la NBTHK e il Nihon Jinmei Daijiten: gennaio 1630 nel calendario gregoriano, e 1629 per la NBTHK e per Sesko. La NBTHK riporta un’altra teoria, che lo fa vivere fino a un anno tra il 1634 e il 1637, gli anni della prima opera del secondo firmata da un altro e della prima firmata da lui stesso.
I titoli dei fabbri
Secondo Markus Sesko, la casata Kinmichi era il tramite ufficiale con la corte per i titoli onorifici di tutti i fabbri: le richieste, con la loro tassa, arrivavano al suo ufficio di Kyoto, che le ordinava e le presentava al funzionario di corte incaricato, il 弁官 (benkan). L’enciclopedia Heibonsha, su Kotobank, dice lo stesso dei successori di Kinmichi e aggiunge che da lì venne il loro potere.
Sesko vede nel titolo un omaggio a quello di 日本鍛冶惣庁 (Nihon kaji sōchō) che l’imperatore ritirato Go-Toba avrebbe dato a Nobufusa, di Bizen.
Le generazioni
| Fabbro | Ciò che risulta | Date |
|---|---|---|
| Il primo | Iga no Kami nel 1594; Nihon kaji sōshō per la commissione di Ieyasu, secondo la tradizione | ?-1629 o 1630 |
| Il secondo, Kanbei (勘兵衛, Kanbei) | Figlio del primo secondo il Nihon Jinmei Daijiten; il primo a incidere il titolo sul codolo, secondo Sesko, e con il crisantemo | ?-1680 |
| Il terzo, anche lui Kanbei | Figlio del secondo secondo lo stesso dizionario; cambiò 惣匠 (sōshō) in 宗匠 (sōshō), secondo Sesko; verso l’era Kyōhō forgiò a Edo una spada per lo shōgun | 1655-1726 |
| Generazioni del XIX secolo | Lame firmate 日本鍛冶宗匠伊賀守藤原金道 (Nihon kaji sōshō Iga no Kami Fujiwara Kinmichi) nel Museo Nazionale di Tokyo | 1829 e 1835 |
Quante generazioni portarono il nome non risulta nelle fonti consultate.
Nella storia di Kyoto
Markus Sesko ritiene che Dewa Daijō Kunimichi, nato nel 1576, si sia formato prima con il Mishina Iga no Kami Kinmichi e, verso il 1609, con Horikawa Kunihiro.
La Wikipedia in giapponese racconta, nell’articolo sul duello di Kagiya no Tsuji, che la spada che si spezzò nella mano di Araki Mataemon era, a quanto si dice, di Iga no Kami Kinmichi o di Izumi no Kami Kinmichi. È un aneddoto senza documento.
Immagini
La stessa montatura, sull’altra faccia, con i crisantemi. Museo Nazionale di Tokyo, via ColBase · Condizioni d’uso di ColBase · provenienza