Lama di tantō con la tempra ondulata e il suo codolo, in orizzontale, su fondo nero.

Lignaggio della scuola Mishina, a Kyoto · dalla fine del Muromachi al XIX secolo

Iga no Kami Kinmichi (伊賀守金道)

La casata di Kyoto che presentava alla corte i titoli dei fabbri: dalla scuola Mishina alle lame del XIX secolo

Iga no Kami Kinmichi (伊賀守金道) è il nome del ramo principale della scuola Mishina di Kyoto. Il primo, di una famiglia di fabbri di Seki, nel Mino, ricevette il titolo di Iga no Kami nel 1594. Secondo la tradizione, Tokugawa Ieyasu gli commissionò un gran numero di tachi, e da lì venne il titolo di Nihon kaji sōshō (日本鍛冶惣匠), «maestro dei fabbri del Giappone». I suoi successori lo portarono nella firma con il crisantemo imperiale e, secondo Markus Sesko, presentavano alla corte i titoli degli altri fabbri.

Museo Nazionale di Kyoto, via ColBase

1581 (Tenshō 9)
La sua prima opera datata
1594 (Bunroku 3)
Titolo di Iga no Kami
1614 o prima del 1600
Commissione di Tokugawa Ieyasu
4 lame e una tsuba
Nei Musei Nazionali di Kyoto e di Tokyo
In questa pagina
  1. Scheda rapida
  2. In sintesi

Scheda rapida

Nome
Iga no Kami Kinmichi; 金道 (Kinmichi) si legge anche Kanemichi. Dal secondo, con il titolo di Nihon kaji sōshō nella firma AT
Kanji e lettura
伊賀守金道 (Iga no Kami Kinmichi); 日本鍛冶惣匠 (Nihon kaji sōshō) e, dal terzo, 日本鍛冶宗匠 (Nihon kaji sōshō) AT
Epoca
Dalla fine del periodo Muromachi alla fine dell’Edo: il primo, con opere datate dal 1581, morì nel 1629 o nel 1630. Il Museo Nazionale di Tokyo conserva lame del nome del 1829 e del 1835. AT
Provincia
Yamashiro (山城, Yamashiro): Kyoto (京都, Kyōto), a Nishinotōin (西洞院, Nishinotōin); la famiglia veniva dal Mino (美濃, Mino) AT
Scuola
Mishina (三品派, Mishina-ha), la scuola di Kyoto nata dalla famiglia di Kanemichi AT
Maestro e famiglia
Il primo, figlio di Kanemichi (兼道, Kanemichi) secondo la NBTHK e il Nihon Jinmei Daijiten, e fratello di Tanba no Kami Yoshimichi, di Etchū no Kami Masatoshi e di Rai Kinmichi secondo la NBTHK; il secondo e il terzo, secondo lo stesso dizionario, figli ciascuno del precedente AT
Titolo
Iga no Kami (伊賀守, Iga no Kami), il primo nel 1594 (Bunroku 3); Nihon kaji sōshō, nel 1614 secondo la NBTHK o prima della battaglia di Sekigahara, del 1600, secondo Markus Sesko AT
Generazioni
Almeno tre con date nel Nihon Jinmei Daijiten: il primo, morto nel 1629 o nel 1630; il secondo, nel 1680, e il terzo, dal 1655 al 1726. Il nome proseguì nel XIX secolo. Quante generazioni ci furono non risulta nelle fonti consultate. AT
Rango di taglio
Wazamono (業物, wazamono), il quarto grado del 『懐宝剣尺』 (Kaihō Kenjaku), per il primo, secondo la Wikipedia in giapponese AT
Il documentato e la tradizione
Documentato: lame nei Musei Nazionali di Kyoto e di Tokyo, del primo e di generazioni del XIX secolo, e una katana del primo che la NBTHK designò tokubetsu jūyō tōken. Tradizione: la commissione di Tokugawa Ieyasu e il titolo che ne derivò, che la NBTHK e Markus Sesko datano in modo diverso, e la spada che si ruppe nel duello di Kagiya no Tsuji. AT

In sintesi

Secondo la NBTHK, il primo Kinmichi era figlio di Kanemichi, fabbro di Seki che si stabilì a Kyoto con i suoi figli e diede origine alla scuola Mishina. Le sue opere datate cominciano nel 1581; ricevette il titolo di Iga no Kami nel 1594 e morì nel 1629 o nel 1630.

La NBTHK racconta che nel 1614 Tokugawa Ieyasu gli commissionò mille tachi da parata per il suo esercito, e che in seguito tutti i fabbri del Giappone passarono a lavorare sotto la sua direzione; Markus Sesko pone la commissione prima di Sekigahara. Da lì verrebbe il titolo di Nihon kaji sōshō, che i suoi successori incisero sul codolo con il crisantemo imperiale. Secondo Sesko, la casata riceveva nel suo ufficio di Kyoto le richieste di titolo dei fabbri di tutto il paese e le presentava alla corte.

La sua tempra parte dallo stile di Seki: gunome, togariba e chōji, e un bōshi a punta acuta, il Mishina bōshi, che la NBTHK considera un tratto della scuola.

Sezioni

  1. Un nome, più generazioni Vita ed epoca Da Seki a Kyoto, la commissione di Ieyasu, il titolo di Nihon kaji sōshō e le generazioni.
  2. Chiavi del kantei Opera e stile Le due maniere del primo, il bōshi Mishina, le firme e come distinguere le generazioni.
  3. Nei musei e negli elenchi Opere famose La katana tokubetsu jūyō, le lame dei musei nazionali e la lista di taglio.
  4. Bibliografia e crediti Fonti Le fonti consultate e i crediti delle immagini.