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Scheda rapida
- Nome
- Iga no Kami Kinmichi; 金道 (Kinmichi) si legge anche Kanemichi. Dal secondo, con il titolo di Nihon kaji sōshō nella firma AT
- Kanji e lettura
- 伊賀守金道 (Iga no Kami Kinmichi); 日本鍛冶惣匠 (Nihon kaji sōshō) e, dal terzo, 日本鍛冶宗匠 (Nihon kaji sōshō) AT
- Epoca
- Dalla fine del periodo Muromachi alla fine dell’Edo: il primo, con opere datate dal 1581, morì nel 1629 o nel 1630. Il Museo Nazionale di Tokyo conserva lame del nome del 1829 e del 1835. AT
- Provincia
- Yamashiro (山城, Yamashiro): Kyoto (京都, Kyōto), a Nishinotōin (西洞院, Nishinotōin); la famiglia veniva dal Mino (美濃, Mino) AT
- Scuola
- Mishina (三品派, Mishina-ha), la scuola di Kyoto nata dalla famiglia di Kanemichi AT
- Maestro e famiglia
- Il primo, figlio di Kanemichi (兼道, Kanemichi) secondo la NBTHK e il Nihon Jinmei Daijiten, e fratello di Tanba no Kami Yoshimichi, di Etchū no Kami Masatoshi e di Rai Kinmichi secondo la NBTHK; il secondo e il terzo, secondo lo stesso dizionario, figli ciascuno del precedente AT
- Titolo
- Iga no Kami (伊賀守, Iga no Kami), il primo nel 1594 (Bunroku 3); Nihon kaji sōshō, nel 1614 secondo la NBTHK o prima della battaglia di Sekigahara, del 1600, secondo Markus Sesko AT
- Generazioni
- Almeno tre con date nel Nihon Jinmei Daijiten: il primo, morto nel 1629 o nel 1630; il secondo, nel 1680, e il terzo, dal 1655 al 1726. Il nome proseguì nel XIX secolo. Quante generazioni ci furono non risulta nelle fonti consultate. AT
- Rango di taglio
- Wazamono (業物, wazamono), il quarto grado del 『懐宝剣尺』 (Kaihō Kenjaku), per il primo, secondo la Wikipedia in giapponese AT
- Il documentato e la tradizione
- Documentato: lame nei Musei Nazionali di Kyoto e di Tokyo, del primo e di generazioni del XIX secolo, e una katana del primo che la NBTHK designò tokubetsu jūyō tōken. Tradizione: la commissione di Tokugawa Ieyasu e il titolo che ne derivò, che la NBTHK e Markus Sesko datano in modo diverso, e la spada che si ruppe nel duello di Kagiya no Tsuji. AT
In sintesi
Secondo la NBTHK, il primo Kinmichi era figlio di Kanemichi, fabbro di Seki che si stabilì a Kyoto con i suoi figli e diede origine alla scuola Mishina. Le sue opere datate cominciano nel 1581; ricevette il titolo di Iga no Kami nel 1594 e morì nel 1629 o nel 1630.
La NBTHK racconta che nel 1614 Tokugawa Ieyasu gli commissionò mille tachi da parata per il suo esercito, e che in seguito tutti i fabbri del Giappone passarono a lavorare sotto la sua direzione; Markus Sesko pone la commissione prima di Sekigahara. Da lì verrebbe il titolo di Nihon kaji sōshō, che i suoi successori incisero sul codolo con il crisantemo imperiale. Secondo Sesko, la casata riceveva nel suo ufficio di Kyoto le richieste di titolo dei fabbri di tutto il paese e le presentava alla corte.
La sua tempra parte dallo stile di Seki: gunome, togariba e chōji, e un bōshi a punta acuta, il Mishina bōshi, che la NBTHK considera un tratto della scuola.
Sezioni
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Un nome, più generazioni
Vita ed epoca
Da Seki a Kyoto, la commissione di Ieyasu, il titolo di Nihon kaji sōshō e le generazioni.
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Chiavi del kantei
Opera e stile
Le due maniere del primo, il bōshi Mishina, le firme e come distinguere le generazioni.
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Nei musei e negli elenchi
Opere famose
La katana tokubetsu jūyō, le lame dei musei nazionali e la lista di taglio.
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Bibliografia e crediti
Fonti
Le fonti consultate e i crediti delle immagini.