Un uomo vestito di bianco, seduto nella penombra, davanti al fuoco della forgia.

Foto: Kimura Naoto (nippon.com) · © nippon.com

La casa Miyairi · Sumitani · Tōmi

Vita e forgiatura

Figlio e nipote di fabbri, ha imparato prima fuori casa, con un maestro di Bizen, ed è tornato poi alla tradizione Sōshū della sua famiglia.

In questa pagina
  1. La casa Miyairi
  2. Due maestri
  3. Musei, santuari e la casa imperiale

La casa Miyairi

  • È figlio di 宮入清平 (Miyairi Kiyohira, 1924–2003), che in seguito firmò 清宗 (Kiyomune), e nipote di 宮入昭平 (Miyairi Akihira) (1913–1977), che in seguito firmò 行平 (Yukihira) e fu tesoro nazionale vivente dal 1963. La Wikipedia in giapponese lo cita tra i fabbri della famiglia.
  • Secondo lui, la famiglia forgia dalla fine del periodo Edo, e la scuola della casa era la Sōshū-den. Suo cugino è 宮入小左衛門行平 (Miyairi Kozaemon Yukihira).

Due maestri

  • Nel 1978 si è laureato in Storia all’Università Kokugakuin ed è entrato come allievo di 隅谷正峯 (Sumitani Masamine), tesoro nazionale vivente di Bizen, noto per il suo «Sumitani chōji». Lo aveva conosciuto in un viaggio dell’università nello Hokuriku. In una casa di tradizione Sōshū lo videro come un «eretico». È rimasto con lui cinque anni.
  • Nel 1983 è passato a imparare con suo padre, per tornare alla tradizione Sōshū. Nove anni secondo lui; dodici secondo il comune di Tōmi. Poi si è reso indipendente e ha aperto la sua forgia a Tōmi.
  • Nippon.com ricorda che la licenza richiede almeno cinque anni di apprendistato con un maestro.
Un uomo in bianco scalda una barra nella forgia, in un laboratorio al buio.
Mentre scalda una barra nella forgia. Foto: Kimura Naoto (nippon.com) · © nippon.com · provenienza

Musei, santuari e la casa imperiale

  • Nel 2002 il Metropolitan Museum of Art di New York lo ha invitato a curare la sua collezione di spade.
  • Nel 2003 ha fatto la spada del dohyō-iri (土俵入り, dohyō-iri, l’ingresso sul ring) dello yokozuna Asashōryū; dal 2002 al 2014, le spade protettive (守り刀, mamori-gatana) delle principesse della casa Takamado; nel 2008 e nel 2012, spade votive per il santuario Futarasan di Nikkō.
  • Nel 2004, alla fondazione della città di Tōmi, la sua prima mostra personale. Nel 2011 la prefettura di Nagano lo ha riconosciuto come detentore di un bene culturale immateriale, la tecnica di forgiatura della spada giapponese.
  • Nel 2020 ha forgiato tre spade, 天 (Ten), 地 (Chi) e 人 (Jin), sul tema della «spada dell’inizio», per l’azienda di videogiochi Nitroplus; quella di 人 (Jin) è stata consacrata al santuario 石上神宮 (Isonokami Jingū). Nel 2021 ha consacrato un tōsu al santuario di Ise.
  • Nel 2024 e nel 2025, la mostra «東御の刀鍛冶» (Tōmi no katanakaji, i fabbri di Tōmi) lo ha avuto come protagonista; il comune ha pubblicato il suo film nel 2026 (in «Video»).
Due mani reggono tre pezzi di acciaio grezzo, grigi e porosi.
Tamahagane (玉鋼, tamahagane), l’acciaio della tatara. Foto: Kimura Naoto (nippon.com) · © nippon.com · provenienza