Ricava il suo acciaio dalla sabbia ferrosa in un piccolo tatara (たたら, tatara) del laboratorio e lo sceglie per ogni lama, cosa rara tra i fabbri. Dice che con esso ottiene spade che non si rompono, non si piegano e tagliano bene, con un acciaio (地鉄, jigane) che si avvicina a quello delle spade antiche (古刀, kotō).
Tradizioni e obiettivi
Lavora il Bizen-den, per il luogo dove forgia; il Sōshū-den, quello perfezionato da Masamune (正宗, Masamune); e il Sōden-Bizen, che mescola i due. Il suo obiettivo dichiarato è superare le spade antiche e fare una spada al livello di un tesoro nazionale (国宝, kokuhō).
Racconta di un wakizashi in shinogi-zukuri forgiato con un solo martello (2024), di un tantō che cerca la maniera di Osafune del periodo Nanbokuchō (2025), di un acciaio avvolgente in kōbuse (2026) e di prove di tempra con coltelli dello stesso tamahagane. Fa anche coltelli da cucina (和包丁, wa-bōchō) con lo stesso acciaio e lo stesso metodo delle sue spade.
Il tatara e il suo acciaio
Il suo forno da tatara (たたら, tatara), piccolo.Foto: il fabbro stesso
Il tatara in funzione, con gli orari annotati nel fango.Foto: il fabbro stesso
La kera (鉧, kera), il blocco d’acciaio che esce dal suo tatara.Foto: il fabbro stesso
Le sue opere
Un suo wakizashi, con la firma sul codolo.Foto: il fabbro stesso
La firma 備前長船祐永 (Bizen Osafune Sukenaga) sul codolo.Foto: il fabbro stesso