Chiavi del kantei

Opera e stile

Cinque maniere, la venatura di cedro dei Gassan, un’incisione di prim’ordine e una firma che, dal 1906, reca il titolo e l’età.

In questa pagina
  1. Le cinque maniere
  2. Sugata
  3. Jihada
  4. Hamon
  5. Horimono
  6. Nakago e mei
  7. Come distinguerlo dal secondo Sadakazu
  8. Dettagli

Le cinque maniere

L’enciclopedia Nipponica dice che padroneggiò le maniere di Bizen, Sōshū, Yamashiro e Yamato, e che recuperò l’ayasugi-hada degli antichi Gassan di Dewa; il 20世紀日本人名事典 (Nijusseiki Nihon jinmei jiten) mette in risalto il suo hamon in gunome-chōji (互の目丁子, gunome-chōji), la sua incisione e la sua firma. Le schede dei musei lo confermano lama per lama: per il Museo Nazionale di Tokyo, la katana del 1894 ha jigane e hamon di forte gusto Sōshū, e quella del 1913 è un’opera alla maniera di Bizen, con un chōji che si inclina all’indietro (逆丁子, saka-chōji). Al Museo Nazionale di Kyoto, tre katana del 1913 fatte per la famiglia Nagata dicono nella firma stessa quale tradizione seguono: 以相州鎌倉古傳 (Sōshū Kamakura koden o motte), 以鎌倉古傳 (Kamakura koden o motte) e 以備前一文字傳 (Bizen Ichimonji den o motte).

Sugata

Secondo la Nipponica, le sue prime opere sono larghe e robuste, e le tarde, più sottili, pensate per le sciabole militari.

Jihada

Il suo segno distintivo è l’ayasugi-hada (綾杉肌, ayasugi-hada), una venatura di forgiatura a onde regolari che la Wikipedia in giapponese chiama anche 月山肌 (Gassan-hada). Per il Museo Nazionale di Tokyo, l’ayasugi-hada e il drago inciso del tantō del 1913 sono tratti propri di Sadakazu.

Hamon

Gunome-chōji nelle lame alla maniera di Bizen, secondo il 20世紀日本人名事典 (Nijusseiki Nihon jinmei jiten). La katana del 1913 del Museo Nazionale di Tokyo ha un saka-chōji, e quella del 1894 una tempra alla maniera di Sōshū. Lo hamon cambia, dunque, con la tradizione che imita.

Horimono

La Nipponica lo ritiene un maestro dell’incisione: draghi, figure di Fudō e stendardi con lancia (旗鉾, hatahoko). Nella katana del 1898 e in quella del 1915 del Museo Nazionale di Tokyo, un drago in rilievo percorre la scanalatura della base, e la firma di quella del 1894 dice che anche l’incisione è sua: 彫物同作 (horimono dōsaku).

Nakago e mei

Le firme dei musei hanno due epoche. Prima del 1906: 大阪住月山貞一精錬之 (Ōsaka-jū Gassan Sadakazu seiren kore, 1894), 月山貞一謹造之 (Gassan Sadakazu kinzō kore, 1900) o, nel tantō del 1870 del Metropolitan Museum, 浪花月山貞一 彫物同作 (Naniwa Gassan Sadakazu horimono dōsaku), con un sigillo impresso. Dal 1906: 帝室技芸員月山貞一謹作 (Teishitsu gigeiin Gassan Sadakazu kinsaku), con la sua sigla (花押, kaō) e spesso con l’età, come 七十八歳謹作 (shichijūhassai kinsaku) nel 1913.

Come distinguerlo dal secondo Sadakazu

Anche suo nipote firmò 月山貞一 (Gassan Sadakazu). Il titolo 帝室技芸員 (teishitsu gigeiin) sul codolo può essere solo del primo: il titolo scomparve nel 1947 e nessun altro della famiglia lo ebbe. Aiutano anche le date: il primo morì nel 1918 e il secondo nacque nel 1907.