Un tantō in orizzontale, con la punta a destra: due solchi sottili lungo la lama, la tempra chiara e ondulata accanto al filo e, nel codolo ossidato a sinistra, due fori e la firma incisa.

Museo Nazionale di Kyoto · © Museo Nazionale di Kyoto

Da Seki a Kyoto

Vita ed epoca

Un fabbro del Mino che andò nella capitale con i suoi figli negli anni degli Stati combattenti; le fonti non concordano su quando.

In questa pagina
  1. Da Seki a Kyoto
  2. Quattro figli fabbri
  3. Kanemichi e Daidō
  4. Ciò che racconta la tradizione
  5. Nella storia della spada

Da Seki a Kyoto

Secondo un dizionario biografico, era di Seki, nel Mino, e verso l’era Eiroku (1558-1570) si trasferì a Nishinotōin, a Kyoto; usò il titolo di Mutsu no Kami Daidō e fu il padre del primo Kinmichi, che si trasferì anch’egli con lui, fu Iga no Kami verso l’era Bunroku e morì nel 1629. Una relazione del Museo di Storia della prefettura di Gifu, del 1980, racconta che nel 1569 presentò una spada all’imperatore e ricevette il titolo di Mutsu no Kami e la concessione del carattere 大 (dai), da cui Daidō.

Quando giunse a Kyoto non è chiaro: verso Eiroku (1558-1570), secondo il dizionario biografico; verso Bunroku (1592-1596), secondo Wikipedia in giapponese; in Bunroku 2 (1593) e con i suoi figli, secondo Markus Sesko.

Quattro figli fabbri

Markus Sesko scrive che Etchū no Kami Masatoshi era il quarto figlio del maestro del Mino Kanemichi, che lo portò a Kyoto con i suoi tre fratelli maggiori, Tanba no Kami Yoshimichi, Iga no Kami Kinmichi ed Echigo no Kami Rai Kinmichi; lì si stabilirono a Nishinotōin e fondarono la scuola Mishina (三品派, Mishina-ha). Wikipedia in giapponese dice di Masatoshi che nacque a Seki, quarto figlio di Mutsu no Kami Daidō, e che ricevette il titolo di Etchū no Kami nel 1597.

Secondo la relazione di Gifu, il maggiore, Iga no Kami Kinmichi, ricevette dallo shogunato la carica di 日本鍛冶惣匠 (Nihon kaji sōshō), maestro dei fabbri del Giappone. Le fonti non concordano sul nome del secondo Kinmichi: Echigo no Kami Rai Kinmichi per Sesko, Rai Kinmichi per la relazione di Gifu.

Kanemichi e Daidō

La relazione di Gifu considera Kanemichi e Daidō la stessa persona, con un «si dice»: avrebbe firmato Kanemichi prima del titolo e Mutsu no Kami Daidō dopo.

Ciò che racconta la tradizione

I fabbri della famiglia si dicevano discendenti, alla nona generazione, di Shizu Saburō Kaneuji, e fabbri di Oda Nobunaga; Wikipedia in giapponese lo riporta come ciò che essi affermavano, e non c’è documento che lo confermi.

Nella storia della spada

Dopo la guerra di Ōnin, molti fabbri lasciarono il Mino per Kyoto e altre terre. Wikipedia in giapponese cita Kanemichi tra i fabbri del Mino del periodo degli Stati combattenti, con Kanesada, Kanemoto, Kanetsune e Kanefusa, e racconta che il suo clan, ormai a Kyoto, scambiò tecniche con il gruppo di Kunihiro a Horikawa e gettò la base tecnica del periodo shintō.

Non va confuso con Tango no Kami Kanemichi (1603-1672), figlio di Yoshimichi, che lavorò a Kyoto e poi a Osaka e firmava 丹後守藤原兼道 (Tango no Kami Fujiwara Kanemichi).