Primo piano di un codolo limato in diagonale, con i caratteri della firma incisi.

Foto: commercio in Giappone

La guerra · Kaneko Magoroku · Mugegawa

Vita e forgiatura

Cominciò a quattordici anni, forgiò per l’esercito durante la guerra e passò quasi trent’anni senza forgiare prima di tornare, compiuti ormai i quarantasette.

In questa pagina
  1. La guerra
  2. Il ritorno
  3. La famiglia

La guerra

  • Nacque il 25 gennaio 1925 a Mugegawa, nella prefettura di Gifu.
  • Cominciò a imparare il mestiere nel 1939, a quattordici anni. Nel 1943, a diciotto, era il fabbro più giovane del Giappone con l’incarico dell’esercito (陸軍受命刀匠, rikugun jumei tōshō); lavorava a Chiba e firmava 圀忠 (Kunitada).
  • Con la sconfitta del 1945 e il divieto delle autorità di occupazione lasciò la forgia. Le sue opere precedenti andarono perdute nella guerra, e non aveva modo di dimostrare il suo mestiere.
  • Una sola fonte aggiunge che prima della guerra imparò con un 小川兼圀 (Ogawa Kanekuni), con un altro carattere nel cognome; non è stato possibile verificarlo.

Il ritorno

  • Nel 1972, a quarantasette anni, decise di tornare a forgiare ed entrò come allievo di 金子孫六兼元 (Kaneko Magoroku Kanemoto), il ventisettesimo Kanemoto, per poter chiedere la licenza.
  • La ricevette nel 1977 (作刀承認, sakutō shōnin), a cinquantadue anni.
  • Le fonti lo raccontano in due modi: una dice che l’Agenzia gli richiese cinque anni con un maestro; un’altra, che entrò da Kaneko nel 1972 ed ebbe la licenza nel 1977. I cinque anni tornano.

La famiglia

  • Suo figlio, nato nel 1953, entrò nella sua forgia nel 1986 ed ebbe la propria licenza nel 1991. È il secondo Kanekuni.
  • Nel 1997 padre e figlio vinsero entrambi un premio speciale al concorso di opere nuove.
  • Nel 2008 forgiò un tachi di 79 cm a quattro mani con 小鍛冶義人 (Kokaji Yoshindo), cioè Yoshihara Yoshindo: la lama porta la sua firma e l’iscrizione di Yoshindo.
  • Lavorò fino a ottantasei anni e morì nel 2012, a ottantasette. Suo figlio continua nella forgia.
Il codolo di una lama, con due fori e la firma incisa, ancora unito alla lama lucidata.
Il codolo della stessa katana, con la sua firma, 兼圀作 (Kanekuni saku). Foto: commercio in Giappone