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Chiavi del kantei
Le dà la NBTHK, nella sua rivista del settembre 2016:
- Jihada. Non è il nagare-hada tipico dello Yamato: di solito è un itame molto raffinato e fitto, forte e chiaro, il segno di Kanenaga.
- Hamon. Quello comune dello Yamato, con kuichigai-ba, nijūba, uchinoke e hotsure. Il suo è basso nella metà inferiore e si allarga in quella superiore, a volte diverso su ciascun lato; il nie è spesso e rado, e dà forza a una tempra tranquilla.
- Bōshi. Yakizume o con ritorno corto in ō-maru, con un hakikake forte sulla punta, tratto dello Yamato.
- Sugata. Nel tachi del santuario Shijōnawate: shinogi-zukuri e iori-mune, shinogi-ji largo, lama spessa, molto sori e chū-kissaki corto; 73,7 cm. L’Agenzia per gli affari culturali sottolinea, in quello del Museo Nazionale di Tokyo, l’elegante forma dello Yamato.
- Nakago e mei. Quasi nessuna delle sue lame conserva il codolo originale: quasi tutte sono accorciate, secondo la scheda del tesoro nazionale. Nel tachi di Shijōnawate, il codolo accorciato ha due fori e la firma, di due caratteri, 包永 (Kanenaga), ha il 包 (kane) piccolo e il 永 (naga) grande, vicino al dorso.
Nelle sue lame
- Il tachi di Shijōnawate, secondo la NBTHK: itame fitto con ji-nie denso e chikei fine; chū-suguha con ko-gunome, molti ashi e yō, più che nella sua opera abituale, e kinsuji.
- Il tesoro nazionale del Seikadō, secondo la scheda ufficiale: quasi certamente del primo Kanenaga e la migliore della sua opera; lo stile di Tegai si vede con chiarezza, e il nie della tempra brilla con forza.
- Quello del Museo Nazionale di Tokyo, secondo la scheda ufficiale: opera rappresentativa, con il suo stile caratteristico; 71,3 cm di lunghezza, 2,3 cm di sori e 19,8 cm di codolo.