I suoi nomi
Wikipedia in giapponese dà la sua nascita nel 1558 (Eiroku 1) e la sua morte il giorno 18 del quinto mese del 1631 (Kan'ei 8). Markus Sesko deduce l’anno di nascita dalle età che lasciò incise: 61 anni in un tantō del 1618 (Genna 4), 72 in una katana del 1629, 73 in un’altra del 1630 e 74 in una spada diritta del 1631, contate alla maniera giapponese. Secondo Kotobank, era del clan Tachibana (橘氏, Tachibana-shi); 明寿 (Myōju) è il suo nome da religioso e 鶴峯 (Kakuhō) il suo nome d’arte.
La sua opera datata più antica è una lancia dell’ottavo mese del 1597 (Keichō 2) firmata 城州埋忠宗吉 (Jōshū Umetada Muneyoshi), che figura nell’elenco delle opere della mostra «Umetada» del 2020-2021. Sesko colloca nel 1598 il passaggio da Muneyoshi a Myōju, quando si suppone che si mise a capo della casa, a 41 anni, e pensa che il tachi di quell’anno sia stato fatto in quell’occasione.
La casa Umetada
Secondo Sesko, la casa Umetada lavorava per eredità per lo shogunato Ashikaga come fabbri e incisori (彫物師, horimono-shi): faceva habaki e seppa, accorciava lame (磨上, suriage) e, su incarico della casa Hon'ami, vi intarsiava in oro l’attribuzione (金象嵌銘, kinzōgan-mei). Dopo la caduta degli Ashikaga, nel 1573, Myōju lavorò per Toyotomi Hideyoshi e per suo nipote Hidetsugu. Il laboratorio si trasferì dal quartiere di Sanjō a quello di Nishijin quando Myōju aveva dodici anni. Il Sekai Daihyakka Jiten riporta la tradizione secondo cui servì Ashikaga Yoshiaki, i Toyotomi e i Tokugawa; la Britannica, che ebbero a che fare con lui Hideyoshi, Hidetsugu e Tokugawa Hidetada.
Le genealogie della casa fanno di suo padre, Umetada Shigetaka, detto anche Myōkin, un discendente alla 25ª generazione del fabbro di Kyoto Sanjō Munechika. L’enciclopedia Nipponica dice che l’albero degli Umetada lo afferma, ma che non ha alcuna credibilità.
Il laboratorio
Secondo Wikipedia in giapponese, il registro dei lavori del laboratorio tra il 1605 e il 1660, con le impronte delle lame, si conserva nel 埋忠刀譜 (Umetada tōfu). La mostra «Umetada» del Museo di Storia di Osaka (dal 31 ottobre al 14 dicembre 2020) e del Museo della Spada Giapponese di Tokyo (dal 9 gennaio al 21 febbraio 2021) mise l’accento su quest’altra attività: rifare spade antiche famose, intarsiare iscrizioni in oro, fare i metalli della montatura e registrare le spade famose.
I suoi allievi
Secondo Sesko, il signore di Saga, Nabeshima Naoshige, mandò nel 1596 il primo Hizen Tadayoshi (忠吉), quello che firmò Musashi Daijō Tadahiro dal 1624, a Kyoto per formarsi due anni con Myōju e con suo padre, e Horikawa Kunihiro (堀川国広) passò un periodo nel laboratorio, in data sconosciuta. Il Sekai Daihyakka Jiten annovera tra i suoi allievi Aki Teruhiro (輝広). Una katana del primo Tadayoshi, del 1629 e firmata Tadahiro, al Museo Nazionale di Tokyo, porta un’incisione di Myōju, fatta a 72 anni, e l’iscrizione 此忠広埋忠明寿弟子 (kono Tadahiro Umetada Myōju deshi): «questo Tadahiro è allievo di Umetada Myōju».
Il patriarca dello shintō
Wikipedia in giapponese lo chiama patriarca dei fabbri dello shintō e gli attribuisce l’origine del 水減し (mizu-heshi), una tecnica della forgiatura dello shintō. L’enciclopedia Nipponica spiega il titolo con il suo ruolo di precursore, che passò dalla spada d’uso alla spada da contemplare, ma dice che la forgiatura fu per lui un’attività secondaria e che il suo valore sta nelle tsuba; il Sekai Daihyakka Jiten è della stessa opinione.