Due stili · ko-itame · nie

Opera e stile

Markus Sesko distingue due stili: quello fine della sua giovinezza nello Yamashiro e quello largo e potente di Kamakura, che culmina nell’Onimaru.

In questa pagina
  1. Sugata
  2. Jihada
  3. Hamon
  4. Bōshi
  5. Nakago e mei
  6. Horimono

Sugata

Stile giovanile: il tachi bene culturale importante del Museo Tokugawa, di 65,0 cm e 2,0 cm di sori, è corto, sottile, con koshizori e un funbari marcato, secondo Sesko. La scheda ufficiale lo descrive shinogi-zukuri, iori-mune e con koshizori.

Stile di Kamakura: l’Onimaru è largo e magnifico, con un toriizori profondo, funbari marcato, molto hira-niku e un chū-kissaki che tende al kamasu-kissaki. Wikipedia in giapponese gli dà 78,2 cm di nagasa e 3,2 cm di sori, secondo il «Meitō taizen».

Jihada

Nello stile giovanile, un ko-itame fitto con molto ji-nie e nie-utsuri. Nell’Onimaru, ko-itame con ko-mokume, molto ji-nie e jifu. Nelle opere tarde spicca un itame con nagare e ō-hada, con ji-nie e un nie-utsuri di tipo mizukage alla base che passa a jifu-utsuri.

Hamon

Nello stile giovanile, un ko-midare di ko-nie con kinsuji, e più nie a partire dal monouchi. La scheda ufficiale del tachi del Museo Tokugawa parla di un ko-midare di nie e nioi con kinsuji. Nell’Onimaru, un notare largo midareba di ko-nie con chōji, ko-ashi e yō, e un koshiba: uno yubashiri in diagonale sopra lo habaki-moto.

Nelle opere tarde, un suguha-chō largo con notare, ko-chōji, ashi grossi, yō, sunagashi, kinsuji, hotsure, uchinoke e yubashiri. Possono sembrare Ko-Bizen o Ko-Hōki, ma il nioiguchi del Ko-Bizen è più brillante e l’acciaio del Ko-Hōki più nerastro e rustico, secondo Sesko.

Bōshi

Nello stile giovanile, nie-kuzure con ko-maru-kaeri. Nell’Onimaru, midare-komi largo con ko-maru-kaeri. Nel tachi del santuario Hie, notare-komi con kaeri largo e hakikake.

Nakago e mei

Nello stile giovanile, nakago ubu, lungo, a forma di coscia di fagiano (kijimomo), con una firma di due caratteri un po’ più piccola. Quello dell’Onimaru è ubu, molto curvo, kurijiri, con katte-sagari yasurime; la firma, 国綱 (Kunitsuna), di due caratteri a scalpello grosso, sta sopra il mekugi-ana. Il nakago del tachi del Museo Tokugawa è ubu, a forma di kijimomo; la scheda ufficiale dice che è rarissimo che una sua opera si conservi integra.

Horimono

Il tachi del santuario Hie porta due scanalature (futasuji-hi) con bonji e suken sull’omote, e bonji e shiketsu sull’ura; il suo acciaio è un ko-itame fitto e la sua tempra un chōji-midare con ashi e yō, con più nie nella metà inferiore.

Disegno antico a inchiostro di un tachi con la sua montatura e, sotto, la sua lama e il suo codolo, con annotazioni di misure in giapponese.
L’Onimaru nel 『集古十種』 (Shūko Jisshu): in alto, la montatura; in basso, il codolo con la firma e la punta. 『集古十種』 (Shūko Jisshu), fine del XVIII secolo; riproduzione di AleksandrGertsen, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons · CC BY-SA 3.0 · provenienza