Stampa giapponese a colori: un fabbro inginocchiato davanti all’incudine e, dietro, una figura dai lunghi capelli rossi con un martello, circondata da volpi.

Ogata Gekkō, dominio pubblico, via Wikimedia Commons · Dominio pubblico

Heian · Sanjō · la leggenda della volpe

Vita ed epoca

Di Munechika non si conosce alcuna data sicura: la sua vita la raccontano testi molto posteriori e un’opera di teatro nō.

In questa pagina
  1. Quando visse
  2. Che cosa dicono i testi antichi
  3. La leggenda della volpe
  4. La scuola Sanjō
  5. La leggenda in immagini

Quando visse

La Wikipedia in giapponese lo presenta come fabbro del periodo Heian che viveva nel quartiere di Sanjō a Kyoto, nella provincia di Yamashiro, da cui gli viene il nome. La tradizione lo colloca sotto il regno dell’imperatore Ichijō, intorno all’era Eien; poiché nessuna lama di quell’epoca porta una data, lo si tratta «quasi come una leggenda», e le date che gli si attribuiscono vanno dal X e XI secolo al XII. Il Museo Nazionale di Tokyo lo descrive come un fabbro che, si ritiene, visse a Sanjō nella seconda metà del periodo Heian, di cui restano pochissime opere, e data la Mikazuki al XII secolo; la Wikipedia in giapponese riporta per essa l’opinione generale del 986-1011 o del XII secolo.

Che cosa dicono i testi antichi

Il 観智院本銘尽 (Kanchi-in-bon Meizukushi), citato dalla Wikipedia in giapponese, dice sotto il regno di Ichijō: «宗近 三条のこかちといふ、後鳥羽院の御剣うきまるといふ太刀を作、少納言しんせいのこきつね同じ作なり» (Munechika, Sanjō no kokaji to iu, Go-Toba-in no gyoken Ukimaru to iu tachi o tsukuru, shōnagon Shinzei no Kogitsune onaji saku nari), cioè: «Munechika, detto il Kokaji di Sanjō, fece il tachi chiamato Ukimaru, spada dell’imperatore ritirato Go-Toba; il Kogitsune dello shōnagon Shinzei è opera della stessa mano».

Per Markus Sesko, Munechika, soprannominato Kokaji, è il fondatore della scuola Sanjō, che la tradizione data intorno all’era Eien, e la sua opera è «uno dei primi esempi di un nihontō pienamente sviluppato».

La leggenda della volpe

Il nō 小鍛冶 (Kokaji) racconta che l’imperatore Ichijō gli commissionò una spada; Munechika, senza aiutante, andò a pregare al santuario Inari di Fushimi, e un giovane, che si rivelò essere la divinità di Inari in forma di volpe, gli fece da battitore. Così forgiarono il tachi Kogitsune-maru (小狐丸, Kogitsune-maru), firmato 小鍛冶宗近 (Kokaji Munechika) sul diritto e 小狐 (Kogitsune) sul rovescio.

È una leggenda: secondo Sesko, la più antica testimonianza scritta dell’opera è del 1578 (Tenshō 6), e il racconto non compare in fonti dell’epoca. La Wikipedia in giapponese aggiunge che il nō è del Muromachi e che il suo personaggio 橘道成 (Tachibana no Michinari) non risulta nella genealogia dei Tachibana. Del Kogitsune-maru si dice che appartenne ai Fujiwara, dei rami Kujō e Takatsukasa, e che andò perduto; quello dell’Ishikiri Tsurugiya Jinja è un wakizashi di 53,8 cm, un altro pezzo, e quello dell’Isonokami Jingū porta la firma 義憲作 (Yoshinori saku). Per Sesko, dove si trovi resta da chiarire.

La scuola Sanjō

La scuola Sanjō (三条派, Sanjō-ha) comprende Yoshiie: la scheda ufficiale del tachi 吉家作 (Yoshiie saku) del Museo Nazionale di Kyoto lo descrive come opera di 三条吉家 (Sanjō Yoshiie). Sesko dedica alla scuola tre capitoli della sua serie «Kantei».