La punta di una lama levigata, con la tempra a onde morbide, su fondo nero.

Museo Nazionale di Tokyo, via Bunka Isan Online · © Museo Nazionale di Tokyo

Utsushi di Bizen · Sōshū · uzumaki-hada

Opera e stile

Naotane seguì l’idea del maestro di tornare alla spada antica: copiò i maestri di Osafune e di Sagami, e in entrambe le tradizioni lasciò segni propri.

In questa pagina
  1. Il suo stile
  2. Chiavi del kantei
  3. Con chi si confonde
  4. La sua firma
  5. Naotane e i Naokatsu
  6. Galleria

Il suo stile

La NBTHK lo colloca nell’ideale di Masahide di tornare alle spade antiche (復古刀, fukkotō): copie di Ichimonji, di Kagemitsu e di Kanemitsu nella tradizione Bizen, e opere di Sōshū. Sesko lo annovera tra i fabbri che si concentrarono sulle copie (写し, utsushi) di maestri precisi, soprattutto di Osafune. Un daishō del 1813 segue il modello del Kogarasu-maru (小烏丸, Kogarasu-maru), la spada della casa imperiale attribuita ad Amakuni.

Chiavi del kantei

  • Sugata. Nello stile Sōshū, larga e con kissaki lungo; nel Bizen, di larghezza normale e curvatura marcata. Per la NBTHK, la forma la tradisce come shinshintō: spessa per la sua larghezza e con poco niku sullo hira.
  • Jihada. Ko-itame, itame e masame; a volte un itame con mokume a vortice (渦巻肌, uzumaki-hada), uno dei suoi segni distintivi.
  • Hamon. Nei suoi Bizen, ko-chōji con ko-gunome, togari-ba, gunome quadrato (角互の目, kaku-gunome), ashi inclinati (逆足, sakaashi) e midare-utsuri; gli ashi lunghi arrivano quasi al bordo della tempra, e la parte alta della tempra si fonde in un utsuri «fumoso». Nei suoi Sōshū, un midare tendente al notare, con nie abbondanti, kinsuji e sunagashi.
  • Bōshi. Nelle sue copie di Kanemitsu, midare-komi con ritorno (返り, kaeri).
  • Nakago e mei. Indicazioni del luogo in cui forgiava, come Hisai (久居) nel 1832, e sigilli a mezzaluna su lame dell’era Bunka; incisioni sue e dell’incisore Yoshitane.

Con chi si confonde

La NBTHK avverte che il suo Bizen ricorda a prima vista Kanemitsu, ma lo jihada ko-itame quasi senza disegno, la tempra irregolare e gli ashi fino al bordo lo rendono shinshintō; il suo utsuri compatto e dai contorni netti può farlo passare per kotō o per la scuola Ishidō. Rispetto a Koyama Munetsugu, il cui chōji ripete un motivo regolare ogni 3 o 4 sun, e a Hosokawa Masayoshi, dai chōji fitti a ventaglio, Naotane dà un gunome dai fianchi cadenti (片落ち, kataochi) con utsuri.

La sua firma

Firmò, tra le altre forme, 出羽国大慶庄司直胤 (Dewa no kuni Taikei Shōji Naotane), 筑前大掾大慶藤直胤 (Chikuzen Daijō Taikei Fuji Naotane) e 美濃介直胤 (Mino no Suke Naotane), quasi sempre con il suo monogramma (花押, kaō). Secondo Sesko, dai 50 anni aggiungeva talvolta la sua età, e in vecchiaia la aumentava: a 74 anni se ne dava 75, e a 78, a volte 80. Il cognome Fujiwara serve a datare: verso Bunsei scriveva solo 藤 (Fuji), verso Tenpō i due caratteri 藤原 (Fujiwara), e verso Kōka e Kaei una legatura che mette 原 (wara) dentro 藤 (Fuji).

Naotane e i Naokatsu

Il Museo Nazionale di Tokyo dice che Jirōtarō Naokatsu lavorò, come Naotane, negli stili di Bizen e di Sōshū; la sua katana del 1835 è un Sōshū di nie, con la grana in vista e ō-midare. Nelle fonti consultate non ci sono chiavi del kantei che separino le lame di Naotane da quelle del genero; è la firma a distinguerle.