Una lama lunga e una corta, senza montatura, esposte su teli bianchi in una vetrina scura.

SLIMHANNYA, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons · CC BY-SA 4.0

Dewa · Edo · gli Akimoto · i viaggi

Vita ed epoca

Da una famiglia di fabbri di attrezzi agricoli di Yamagata al laboratorio più produttivo di Edo, con viaggi di forgiatura da Nikkō fino al Bizen.

In questa pagina
  1. Formazione
  2. Fabbro degli Akimoto
  3. I viaggi
  4. La prova di Matsushiro
  5. Il laboratorio e le generazioni
  6. La sua morte
  7. Galleria

Formazione

Secondo Sesko, nacque nel 1778 a Yamagata, nel Dewa, in una famiglia di fabbri di attrezzi agricoli; la NBTHK e la Wikipedia in giapponese danno il 1779, calcolando che morì a 79 anni nel 1857. Verso la fine dell’era Kansei (1789-1801) andò a Edo per imparare da Suishinshi Masahide, anche lui del Dewa.

La sua lama firmata più antica è del 1801 (Kansei 13), fatta a 23 anni e firmata Shōji Naotane; da essa la NBTHK deduce che entrò da Masahide verso il 1798 e che si rese indipendente verso il 1804. Sesko lo dà già indipendente nel 1801. La Wikipedia in giapponese riporta un’altra tradizione: che suo padre fosse un fabbro del Dewa che firmava Yasumitsu (安光), e che lui avesse cominciato come Jirō Yasumitsu; lo stesso articolo dice che non risulta e che la verità è incerta.

Fabbro degli Akimoto

Entrò come fabbro stipendiato (お抱え, okakae) della casata Akimoto, signori di Yamagata e dal 1845 di Tatebayashi, nel Kōzuke: nel 1811 secondo la NBTHK, nel 1812 e per intercessione di Masahide secondo Sesko. Continuò a lavorare a Edo. Visse prima a Nihonbashi Horie-chō e verso il 1812 si trasferì a Shitaya Okachimachi; una volta perse la casa in un incendio che devastò il quartiere di Kanda.

Secondo Sesko, ricevette il titolo di Chikuzen Daijō (筑前大掾) verso il 1821-1822 e, nel 1848, a 70 anni, quello di Mino no Suke (美濃介), quando portò un tachi alla casata Takatsukasa (鷹司, Takatsukasa) a Kyoto.

I viaggi

La NBTHK racconta che forgiò lontano da Edo, da Nikkō a est fino al Bizen a ovest, e che segnava sul codolo il luogo in cui forgiava. Sesko descrive tre grandi viaggi: da Sagami a Ise tra il 1831 e il 1832, con un pellegrinaggio a Ise; dallo Shinano passando per Osaka; e, ormai Mino no Suke, Osaka, Kyoto, il Bitchū e il Tango. In quei viaggi insegnava ai fabbri del luogo, e si interessò anche al ferro e alla sua produzione.

La prova di Matsushiro

Nel 1853, a Matsushiro, dodici lame dell’arsenale del castello furono sottoposte a una prova di resistenza (荒試し, ara-tameshi), cinque delle quali di Naotane. Secondo Sesko, una katana del 1835 si spezzò colpendo una lastra di ferro e un’altra si piegò e si ruppe contro un’incudine; da allora, dice, i samurai guardarono le sue lame con diffidenza. La Wikipedia in giapponese precisa che la prova fu brutale e che sarebbe affrettato definire fragili le sue lame.

Il laboratorio e le generazioni

Non risulta un secondo fabbro che firmasse Naotane. Il suo allievo migliore, Jirōtarō Naokatsu (次郎太郎直勝, 1805-1858), inviato dal dominio di Tatebayashi, ne sposò la figlia, fu il suo successore ed ereditò il laboratorio. Il Museo Nazionale di Tokyo lo presenta come allievo e poi figlio adottivo di Naotane, e ne conserva una katana del 1835 in stile Sōshū. Secondo la Wikipedia in giapponese, il secondo Naokatsu firmò prima Naoyoshi (直好) e poi Shōji Yamon Naokatsu (荘司弥門直勝).

Secondo la stessa Wikipedia, crebbe Kitaji Masatsugu (北司正次), nipote di Masahide, e ne fece suo genero; lavorò con l’incisore Yoshitane (吉胤), e l’intendente Egawa Hidetatsu (江川英龍) fu suo allievo e suo amico. Sesko cita tra i suoi allievi anche Ogoma Tanenaga (小駒胤長), Shinkei Tanemitsu (心慶胤光) e Sōryūshi Tamateru (雙龍子玉英). La NBTHK parla di un «laboratorio Naotane» con allievi e collaboratori: una naginata del 1834 porta l’iscrizione «una di cinquanta».

La sua morte

Morì il 18 giugno 1857 (Ansei 4), a 79 anni, ed è sepolto nel tempio Honnen-ji (本然寺, Honnen-ji) di Asakusa. Verso il 1850 aveva commissionato il suo ritratto al pittore Takada Enshū (高田円洲); la famiglia Shōji lo conservò finché non andò distrutto nel grande terremoto del Kantō del 1923, e non si conosce alcuna sua immagine.