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Formazione
Secondo Sesko, nacque nel 1778 a Yamagata, nel Dewa, in una famiglia di fabbri di attrezzi agricoli; la NBTHK e la Wikipedia in giapponese danno il 1779, calcolando che morì a 79 anni nel 1857. Verso la fine dell’era Kansei (1789-1801) andò a Edo per imparare da Suishinshi Masahide, anche lui del Dewa.
La sua lama firmata più antica è del 1801 (Kansei 13), fatta a 23 anni e firmata Shōji Naotane; da essa la NBTHK deduce che entrò da Masahide verso il 1798 e che si rese indipendente verso il 1804. Sesko lo dà già indipendente nel 1801. La Wikipedia in giapponese riporta un’altra tradizione: che suo padre fosse un fabbro del Dewa che firmava Yasumitsu (安光), e che lui avesse cominciato come Jirō Yasumitsu; lo stesso articolo dice che non risulta e che la verità è incerta.
Fabbro degli Akimoto
Entrò come fabbro stipendiato (お抱え, okakae) della casata Akimoto, signori di Yamagata e dal 1845 di Tatebayashi, nel Kōzuke: nel 1811 secondo la NBTHK, nel 1812 e per intercessione di Masahide secondo Sesko. Continuò a lavorare a Edo. Visse prima a Nihonbashi Horie-chō e verso il 1812 si trasferì a Shitaya Okachimachi; una volta perse la casa in un incendio che devastò il quartiere di Kanda.
Secondo Sesko, ricevette il titolo di Chikuzen Daijō (筑前大掾) verso il 1821-1822 e, nel 1848, a 70 anni, quello di Mino no Suke (美濃介), quando portò un tachi alla casata Takatsukasa (鷹司, Takatsukasa) a Kyoto.
I viaggi
La NBTHK racconta che forgiò lontano da Edo, da Nikkō a est fino al Bizen a ovest, e che segnava sul codolo il luogo in cui forgiava. Sesko descrive tre grandi viaggi: da Sagami a Ise tra il 1831 e il 1832, con un pellegrinaggio a Ise; dallo Shinano passando per Osaka; e, ormai Mino no Suke, Osaka, Kyoto, il Bitchū e il Tango. In quei viaggi insegnava ai fabbri del luogo, e si interessò anche al ferro e alla sua produzione.
La prova di Matsushiro
Nel 1853, a Matsushiro, dodici lame dell’arsenale del castello furono sottoposte a una prova di resistenza (荒試し, ara-tameshi), cinque delle quali di Naotane. Secondo Sesko, una katana del 1835 si spezzò colpendo una lastra di ferro e un’altra si piegò e si ruppe contro un’incudine; da allora, dice, i samurai guardarono le sue lame con diffidenza. La Wikipedia in giapponese precisa che la prova fu brutale e che sarebbe affrettato definire fragili le sue lame.
Il laboratorio e le generazioni
Non risulta un secondo fabbro che firmasse Naotane. Il suo allievo migliore, Jirōtarō Naokatsu (次郎太郎直勝, 1805-1858), inviato dal dominio di Tatebayashi, ne sposò la figlia, fu il suo successore ed ereditò il laboratorio. Il Museo Nazionale di Tokyo lo presenta come allievo e poi figlio adottivo di Naotane, e ne conserva una katana del 1835 in stile Sōshū. Secondo la Wikipedia in giapponese, il secondo Naokatsu firmò prima Naoyoshi (直好) e poi Shōji Yamon Naokatsu (荘司弥門直勝).
Secondo la stessa Wikipedia, crebbe Kitaji Masatsugu (北司正次), nipote di Masahide, e ne fece suo genero; lavorò con l’incisore Yoshitane (吉胤), e l’intendente Egawa Hidetatsu (江川英龍) fu suo allievo e suo amico. Sesko cita tra i suoi allievi anche Ogoma Tanenaga (小駒胤長), Shinkei Tanemitsu (心慶胤光) e Sōryūshi Tamateru (雙龍子玉英). La NBTHK parla di un «laboratorio Naotane» con allievi e collaboratori: una naginata del 1834 porta l’iscrizione «una di cinquanta».
La sua morte
Morì il 18 giugno 1857 (Ansei 4), a 79 anni, ed è sepolto nel tempio Honnen-ji (本然寺, Honnen-ji) di Asakusa. Verso il 1850 aveva commissionato il suo ritratto al pittore Takada Enshū (高田円洲); la famiglia Shōji lo conservò finché non andò distrutto nel grande terremoto del Kantō del 1923, e non si conosce alcuna sua immagine.
Galleria
Il daishō di Tenpō 7 (1836), firmato 造大慶直胤 (Taikei Naotane kore o tsukuru), in una mostra. SLIMHANNYA, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons · CC BY-SA 4.0 · provenienza
Wakizashi di Naotane, con incisioni di una figura e di caratteri sanscriti. The Metropolitan Museum of Art. The Metropolitan Museum of Art, New York · Dominio pubblico · provenienza