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I suoi nomi
La Wikipedia in giapponese gli attribuisce come nome comune 左衛門三郎 (Saemon Saburō) e come nome buddhista 源慶 (Genkei). Firmava 左 (Sa), e per distinguerlo dagli altri fabbri della scuola lo si chiama 大左 (Ō-Sa, «il grande Sa»). La NBTHK precisa la questione di 安吉 (Yasuyoshi): un trattato antico diceva che Samonji, ormai vecchio, si faceva chiamare così, ma nessuna opera lo conferma, e oggi Ō-Sa e Yasuyoshi sono considerati due fabbri distinti. Secondo la tradizione riportata dal Museo Nazionale del Kyūshū, viveva a Okihama (息浜, Okihama), a Hakata, oggi nel distretto di Hakata della città di Fukuoka.
Una famiglia di fabbri
Il trattato 往昔抄 (Ōjakushō), citato dalla Wikipedia in giapponese, dà questo lignaggio: il fondatore 良西 (Ryōsai), della metà del Kamakura; 西蓮 (Sairen), che firmava 国吉 (Kuniyoshi); 実阿 (Jitsua), suo padre; Sa; e suo figlio Sa Yasuyoshi. La NBTHK, nella mostra che il Museo della Spada Giapponese dedicò alla scuola nel 2019, nomina anch’essa Ryōsai, Sairen e Jitsua come suoi predecessori, e Yasuyoshi, Yukihiro, Kunihiro e Yoshisada come suoi allievi.
Alcuni di loro hanno una scheda propria in questo sito: Yasuyoshi e Sa Kunihiro.
Quando lavorò
La NBTHK lo colloca tra la fine del periodo Kamakura e l’inizio del Nanbokuchō, a Hakata; le pagine della Wikipedia in giapponese sulle sue opere ripetono queste date, e quella sulla sua biografia dice solo «Nanbokuchō». Non si conosce alcuna data della sua nascita né della sua morte, né alcuna sua lama datata.
Da dove viene «Samonji»
La scheda ufficiale del Kōsetsu Samonji spiega che lo si chiama Samonji perché firmava con il carattere 左 (sa). Da dove venga quel carattere, le fonti non lo dicono allo stesso modo: l’erudito di Edo Kaibara Ekiken, nel 筑前国続風土記 (Chikuzen-no-kuni zoku fudoki) citato dal Museo Nazionale del Kyūshū, ne fa la prima lettera di 左衛門尉 (Saemon-no-jō), un titolo di corte; la NBTHK, il Museo Nazionale di Kyoto e la Wikipedia in giapponese lo danno come abbreviazione del suo nome comune, Saemon Saburō.
Allievo di Masamune?
La tradizione lo considera allievo di Masamune e lo conta tra i suoi dieci grandi allievi, i 正宗十哲 (Masamune jittetsu). La Wikipedia in giapponese dice che «si dice che entrò presso Masamune»; la scheda ufficiale del Kōsetsu, che «si dice che imparò da Sōshū Masamune»; e il Museo Nazionale di Kyoto, che anticamente lo si riteneva il primo dei suoi allievi. La NBTHK lo incluse tra i dieci nella sua mostra «正宗十哲» (Masamune jittetsu) del 2024.
È una tradizione, non un fatto documentato: nessun documento dell’epoca lo lega a Masamune. Resta da verificare nel testo originale della mostra del 2024 se la NBTHK avverte che i dieci non furono tutti allievi diretti.
Uno stile nuovo nel Kyūshū
I musei nazionali di Kyūshū e di Kyoto spiegano che, prima di lui, la spada del Kyūshū era di itame con masame, dall’aria rustica, con un suguha dal nioiguchi spento e sobrio; Sa portò uno stile brillante e raffinato, di acciaio molto compatto e tempra in notare con nie.