Certificati del NBTHK
Un certificato non trasforma una lama in opera d'arte: registra ciò che una commissione ha deciso su di essa in un giorno preciso, secondo criteri pubblicati. Sapere chi lo ha rilasciato, a quale livello e in quale anno è metà della lettura di una scheda. L'altra metà è sapere ciò che non attesta: la registrazione giapponese di una spada, per esempio, non dice nulla sulla sua autenticità.
NBTHK e NTHK: due sigle che non valgono lo stesso
Il NBTHK — Nihon Bijutsu Tōken Hozon Kyōkai (日本美術刀剣保存協会), la società per la conservazione della spada giapponese come arte — è stato fondato nel 1948, pubblica la rivista Tōken Bijutsu e gestisce il Museo della Spada Giapponese, a Yokoami, nel quartiere di Sumida a Tokyo. I suoi esami, gli shinsa, e i suoi criteri pubblicati sono il riferimento del mercato internazionale.
Il NTHK — Nihon Tōken Hozon Kai (日本刀剣保存会) — è più antico: risale al 1910. Oggi due enti usano quel nome dopo una scissione, e uno di essi si scrive NTHK-NPO. I loro certificati (kanteishō) sono accompagnati da una scheda di punteggio numerico:
| Grado NTHK | Punti | Lettura |
|---|---|---|
| shinteishō | 60-69 | opera autentica |
| kanteishō | 70-84 | opera importante |
| yūshū-saku | 85-94 | opera molto notevole |
| sai-yūshū-saku | 95-100 | opera di massima importanza |
I due sistemi sono seri, ma non sono equivalenti né interscambiabili: un certificato del NTHK non è un Hozon, e non lo diventa.
I quattro livelli del NBTHK
| Livello | Kanji | Sessioni all'anno | Che cosa attesta |
|---|---|---|---|
| Hozon | 保存刀剣 | quattro | lama degna di conservazione: firma corretta, o attribuzione sostenibile se non la porta |
| Tokubetsu Hozon | 特別保存刀剣 | quattro | particolarmente degna di conservazione: fattura migliore e condizioni migliori |
| Jūyō | 重要刀剣 | una | importante, all'altezza di un Oggetto d'Arte Importante riconosciuto dallo Stato |
| Tokubetsu Jūyō | 特別重要刀剣 | una ogni due anni | particolarmente importante, vicina a un Bene Culturale Importante |
L'ordine è obbligatorio e cumulativo: si presenta al Tokubetsu Hozon solo ciò che ha già l'Hozon; al Jūyō solo ciò che ha superato il Tokubetsu Hozon e al Tokubetsu Jūyō solo ciò che ha superato il Jūyō. Non si salta nessun gradino, e il calendario impone il proprio ritmo: una lama non può passare dal nulla al Jūyō in un anno. Nella pratica della domanda, tuttavia, il NBTHK permette di richiedere Hozon e Tokubetsu Hozon insieme alla prima presentazione.
Che cosa richiede ogni livello, secondo il testo ufficiale
I criteri sono pubblicati; la versione vigente è la revisione del 19 maggio 2015. In sintesi:
- Hozon: opera non posteriore al periodo Edo con firma corretta, oppure senza firma (mumei) ma con epoca, provincia e lignaggio identificabili. Si tollera un po' di stanchezza o qualche difetto se la lama resta apprezzabile, e i restauri non devono guastare l'insieme. Da Meiji in poi, solo se firmata e bene eseguita. Le lame ritemprate (saiha) sono respinte, salvo opere firmate di fabbri celebri non posteriori a Nanbokuchō, di alto valore documentario e con pochi danni a lama e codolo, che possono passare con quella nota. I casi dubbi restano in sospeso (horyū).
- Tokubetsu Hozon: fra le lame Hozon, quelle di fattura migliore e miglior conservazione. Sono escluse le ritemprate e le mumei di Muromachi ed Edo, salvo che siano giudicate opera superiore di un fabbro celebre e in stato eccellente.
- Jūyō: fra le Tokubetsu Hozon, quelle di fattura particolarmente notevole e in buono stato, equiparabili a un Oggetto d'Arte Importante (jūyō bijutsuhin). Senza firma si ammettono solo quelle non posteriori a Nanbokuchō; da Muromachi in poi serve la firma, e da Edo in poi, di norma, codolo integro (ubu) e firmato.
- Tokubetsu Jūyō: fra le Jūyō, quelle di fattura eccezionale, stato ottimo e valore documentario altissimo, equivalenti a un Oggetto d'Arte Importante o vicine a un Bene Culturale Importante (jūyō bunkazai).
Tre regole comuni a tutti i livelli: un difetto grande che guasta il pezzo impedisce l'approvazione; non si esaminano opere di artisti viventi; e se un pezzo già certificato viene presentato e non passa, l'esito è «così com'è» (genjō) e conserva il certificato che aveva.
Anatomia di un certificato moderno, campo per campo
Il documento segue un formato fisso, pensato per essere letto in colonne, dall'alto in basso e da destra a sinistra. È lo stesso formato per Hozon, Tokubetsu Hozon, Jūyō e Tokubetsu Jūyō: cambia solo il livello scritto e, da Jūyō in poi, si aggiunge la fotografia del codolo. Lo schema qui accanto indica dove si trova ogni dato.
- Livello concesso: il nome esatto apre il certificato: 保存刀剣, 特別保存刀剣, 重要刀剣 o 特別重要刀剣.
- Tipo di pezzo: che cos'è —刀 (katana), 太刀 (tachi), 脇差 (wakizashi), 短刀 (tantō)…
- Firma: se è firmato (銘) o no (無銘); se firmato, l'iscrizione è trascritta esattamente come incisa.
- Lunghezza: la nagasa (長さ), in centimetri, misurata come spiegato in Anatomia della katana.
- Data dell'esame: era giapponese, anno, mese e giorno della sessione di shinsa che l'ha deciso.
- Numero di registrazione: un numero progressivo, proprio di ogni livello e di ogni sessione.
- Sigilli: quello dell'associazione è in rilievo, non stampato — si sente passandoci un dito sopra, ed è la verifica più citata contro le copie; accanto compare il sigillo o la firma della presidenza.
- Fotografia o calco del codolo: da Jūyō in poi, il certificato porta allegata una foto (o un oshigata, il calco a inchiostro) del nakago, con la sua firma e i suoi mekugi-ana, per poterlo confrontare con la lama che si ha davanti.
Anche il supporto conta: è washi di qualità, con un tatto che non somiglia a quello di una fotocopia o di una stampa d'ufficio, ed è una delle prime cose che un esperto controlla, prima ancora del testo.
I certificati antichi e perché oggi non contano
Il NBTHK non ha inventato l'abitudine di mettere per iscritto il giudizio su una lama. Fin dal periodo Edo, la famiglia Hon'ami — lucidatori e periti al servizio dello shogunato — rilasciava i propri origami: un foglio piegato con l'attribuzione e, spesso, una stima in denaro. Quello della fotografia, datato Genroku 15 (1702) e firmato da Hon'ami Kōchū, certifica un tantō attribuito a Yukimitsu e ne annota il prezzo: settanta pezzi d'oro (代金子七拾枚). I certificati del NBTHK, a differenza di questi, non dicono nulla sul denaro; giudicano solo il pezzo. La parola origami — «carta piegata» — viene da lì, e oggi si usa per qualsiasi giudizio su una spada, del NBTHK o di chiunque altro.
Lo schema qui accanto numera il livello, la data dell'esame (in era Shōwa), il numero di registrazione e il sigillo di chi ha esaminato il pezzo; i tre colori della carta sono dettagliati nella tabella:
- Livello: il nome del ninteishō apre il certificato; qui, 特別貴重刀剣 (Tokubetsu Kichō).
- Data dell'esame: era Shōwa, tra il 1948 e il 1982.
- Numero di registrazione: proprio della sessione.
- Sigillo di chi lo ha esaminato: una delegazione locale o la sede centrale.
- Kichō ninteishō (貴重刀剣): carta bianca.
- Tokubetsu Kichō ninteishō (特別貴重刀剣): carta verde.
- Kōshu Tokubetsu Kichō ninteishō (甲種特別貴重刀剣): carta azzurra.
| Certificato | Colore | Emesso |
|---|---|---|
| Kichō ninteishō (貴重刀剣) | bianco | dal 12 settembre 1948 a maggio 1982 |
| Tokubetsu Kichō ninteishō (特別貴重刀剣) | verde | da marzo 1950 a maggio 1982 |
| Kōshu Tokubetsu Kichō ninteishō (甲種特別貴重刀剣) | azzurro | da settembre 1973 a maggio 1982 |
| Jūyō tōken (重要刀剣) | — | da maggio 1958, solo dalla sede centrale |
| Tokubetsu Jūyō tōken (特別重要刀剣) | — | da dicembre 1971, solo dalla sede centrale |
Nel 1980 emerse che delegazioni locali stavano approvando pezzi molto al di sopra del loro merito, con il coinvolgimento della criminalità organizzata. Le delegazioni cessarono di esaminare e a settembre 1982 il NBTHK sostituì tutti i livelli anteriori al Jūyō con gli attuali Hozon e Tokubetsu Hozon. Quei ninteishō non furono convertiti né riconvalidati: oggi si leggono come documenti storici, non come attribuzioni, e per avere un giudizio valido la lama deve tornare allo shinsa. Il Jūyō e il Tokubetsu Jūyō, emessi solo dalla sede centrale, non furono toccati e si considerano attendibili in qualunque anno.
Fra i collezionisti la discussione resta aperta: furono rilasciati centinaia di migliaia di certificati e molte attribuzioni erano ragionevoli. Ma come criterio d'acquisto un certificato verde non sostiene nulla da solo, e ripresentare una lama mediocre di solito conferma ciò che si sapeva già, o lo abbassa.
Certificati di koshirae e di tōsōgu
Gli stessi quattro livelli esistono per la montatura completa (tōsō, 刀装) e per i fornimenti sciolti (tōsōgu, 刀装具), giudicati a parte rispetto alla lama. Un pezzo ben documentato può arrivare con tre certificati: uno della lama, uno del koshirae e uno della tsuba.
L'accento si sposta. Per i fornimenti: opere fino a Edo con firma corretta, o senza firma ma con epoca e scuola identificabili; da Meiji in poi, buona fattura e buono stato; i pezzi fusi posteriori a Meiji sono respinti; e al livello Tokubetsu Hozon pesano contro i restauri o le modifiche visibili, la lucidatura eccessiva che cancella il colore del tempo e le firme illeggibili. Per le montature: senza tsuba non c'è approvazione, a parte gli aikuchi; la mancanza di kozuka o kōgai è accettata e annotata; una legatura rifatta non squalifica se si accorda con il resto; e le montature di fabbricazione straniera non si esaminano.
Come si legge un certificato
Il certificato (kanteishō; per abitudine si chiama anche origami, benché in senso stretto quel nome sia dei pareri antichi) si legge da destra a sinistra e riporta, in colonne: il tipo di pezzo e la lunghezza della lama, la firma o l'attribuzione, il livello concesso, la data dell'esame e il sigillo della società. Vi è allegata una fotografia del codolo (nakago), e lì sta la verifica che conta davvero: che quel codolo, i suoi fori e quella firma siano quelli della lama che si sta guardando, e che la lunghezza coincida con la misura reale.
Due avvertenze. Il certificato è della lama, non dell'insieme: un Tokubetsu Hozon non dice assolutamente nulla della montatura che l'accompagna né della qualità della lucidatura attuale. E l'attribuzione può cambiare salendo di livello: una lama senza firma ascritta a una scuola nell'Hozon può ricevere un'altra attribuzione nel Tokubetsu Hozon.
Come verificare un certificato
Un certificato si controlla in due direzioni distinte: che il certificato in sé sia autentico, e che appartenga a quella lama. Confondere le due domande è l'errore più costoso.
Che il certificato sia autentico. Il sigillo dell'associazione è in rilievo, non stampato: si sente passandoci un dito sopra, ed è la prima cosa che controlla chi ne ha già visti centinaia. Il NBTHK tiene un registro di ciò che rilascia e risponde alle richieste che lo riguardano; per un pezzo importante, scrivere per chiedere o, meglio, portare la lama e il certificato insieme alla sede di Tokyo è la verifica definitiva. Sono comparsi falsi persino di Hozon e Tokubetsu Hozon, i livelli più comuni, quindi la cautela non riguarda solo i certificati antichi.
Che il certificato appartenga a quella lama. È qui che serve la fotografia o l'oshigata del codolo che i certificati portano da Jūyō in poi: bisogna controllare, uno per uno, che il numero di mekugi-ana corrisponda, che siano nella stessa posizione, che lo yasurime sia lo stesso e che la firma — se c'è — si legga uguale nella foto e sulla lama reale. La lunghezza scritta sul certificato deve corrispondere alla nagasa misurata sul pezzo; se non corrisponde, o il certificato non è di quella lama, o la lama è cambiata dopo l'esame. Per convenzione, inoltre, la firma di un tachi e quella di una katana stanno su facce opposte del codolo, quindi anche la faccia su cui compare il mei nella foto è un dato da verificare.
Un certificato senza la lama accanto, o venduto separatamente da essa, è motivo per fare più domande, non meno: il mercato internazionale ha già visto certificati autentici abbinati a una lama diversa da quella che certificavano.
Che cosa significa ogni livello per il valore
Il certificato non fissa un prezzo: attesta il giudizio di una commissione in una data precisa, ed è il mercato a decidere quanto pagarlo. Ciò nonostante, il livello condiziona il valore in modo abbastanza costante, perché condiziona la rarità.
Il calendario lo anticipa già: Hozon e Tokubetsu Hozon si esaminano quattro volte l'anno; Jūyō, una volta; Tokubetsu Jūyō, una volta ogni due anni, e solo tra ciò che ha già il Jūyō. Ogni gradino filtra il precedente, quindi la popolazione si restringe in fretta. Secondo cifre pubblicate in occasione del cinquantenario del sistema del Tokubetsu Jūyō, nel 2021 c'erano 1.143 lame con quella designazione, contro le decine di migliaia che hanno Hozon o Tokubetsu Hozon: il divario di rarità tra un livello e il successivo non è graduale, è un ordine di grandezza diverso, e il mercato lo riflette nel prezzo più che in qualsiasi altro dato della scheda.
Lo schema qui accanto numera la cadenza di shinsa di ogni livello e gli estremi di rarità:
- Hozon: quattro sessioni di shinsa l'anno.
- Tokubetsu Hozon: quattro sessioni l'anno, solo su ciò che ha già l'Hozon.
- Jūyō: una sessione l'anno, solo su ciò che ha già il Tokubetsu Hozon.
- Tokubetsu Jūyō: una sessione ogni due anni, solo su ciò che ha già il Jūyō.
- Base della piramide: il livello più frequente.
- Vertice della piramide: il livello più raro.
Detto questo, ogni livello gioca un ruolo diverso:
- Hozon è la soglia che separa una lama da collezione seria da una non studiata: certifica che la firma o l'attribuzione reggono, non che il pezzo sia eccezionale. È di gran lunga il certificato più comune, e il primo che chiede qualsiasi acquirente serio.
- Tokubetsu Hozon distingue, tra ciò che è già approvato, la fattura migliore e lo stato migliore; in pratica è il livello più scambiato tra collezionisti, perché unisce una disponibilità relativa a una qualità già filtrata.
- Jūyō è il vero salto: una sola sessione l'anno, solo su ciò che ha già superato il Tokubetsu Hozon, e un criterio paragonato a quello di un Oggetto d'Arte Importante riconosciuto dallo Stato. Il mercato internazionale tratta la linea tra Tokubetsu Hozon e Jūyō come quella che separa una buona lama da una lama importante.
- Tokubetsu Jūyō è l'eccezione nell'eccezione: millecentoquarantatré lame in tutta la storia del livello, alla data del 2021. Un certificato di questo rango si avvicina, nel trattamento e nel prezzo, a quello di un Bene Culturale Importante.
Due avvertimenti per non leggere il livello come se fosse il prezzo. Primo, il certificato giudica la lama, non l'insieme: una Tokubetsu Hozon con una lucidatura stanca o una montatura povera vale meno di un'altra dello stesso livello ma ben conservata, e il certificato non lo dice. Secondo, il livello non è definitivo: una lama può essere ripresentata anni dopo e salire, se la ricerca sulla sua scuola o sul suo fabbro è avanzata, oppure restare dov'era se non passa — si ricordi la regola del genjō. E tra NBTHK e NTHK, pur essendo entrambi seri, il mercato internazionale calibra i propri prezzi sulle cifre del NBTHK; un certificato del NTHK non si traduce semplicemente in un livello equivalente del NBTHK.
Il tōrokushō non è un certificato di autenticità
Il tōrokushō (銃砲刀剣類登録証) è la registrazione richiesta dalla legge giapponese sulle armi da fuoco e sulle spade, del 1958. La rilascia l'assessorato all'istruzione della prefettura in sessioni mensili di registrazione, accompagna la lama finché questa resta in Giappone e obbliga a comunicare il cambio di proprietario entro venti giorni. È registrata la lama, non il proprietario.
Quel che annota è la lunghezza, la curvatura, il numero di mekugi-ana e ciò che dice la firma. Non giudica se quella firma sia autentica, né la qualità, né l'epoca. Confonderlo con un certificato di autenticità è l'errore più ripetuto di chi compra per la prima volta, e nelle schede giapponesi compare spesso come «registrazione giapponese inclusa».
All'esportazione il tōrokushō si restituisce e l'Agenzia per gli Affari Culturali (文化庁) rilascia al suo posto un certificato di ispezione per l'esportazione di antichità (古美術品輸出鑑査証明). I pezzi dichiarati Bene Culturale Importante o Tesoro Nazionale non possono lasciare il Giappone. Per questo una lama che arriva legalmente in Europa viene senza tōrokushō: la sua assenza non dice nulla, né in bene né in male, sul pezzo.
Per approfondire
- NBTHK · lo shinsa passo per passo Pagina ufficiale: ordine obbligatorio fra i livelli, numero di sessioni all'anno e procedura. In giapponese.
- NBTHK · criteri di esame (PDF) Testo ufficiale dei criteri per lame, montature e fornimenti, revisione del 2015. In giapponese.
- Japanese Sword Index · certificati e storia Che cosa dice ogni colonna di un certificato NBTHK o NTHK, più una cronologia dei vecchi ninteishō: colori e date esatte di ogni livello tra il 1948 e il 1982.
- Il NBTHK, su Wikipedia Storia della società, i suoi quattro livelli e il suo museo; riporta anche quante lame avevano il Tokubetsu Jūyō nel 2021.
- JSSUS · le leggi giapponesi sulla spada Che cos'è il tōrokushō, quali dati registra e quale procedura serve per esportare una lama.