Certificati del NBTHK
Un certificato non trasforma una lama in opera d'arte: registra ciò che una commissione ha deciso su di essa in un giorno preciso, secondo criteri pubblicati. Sapere chi lo ha rilasciato, a quale livello e in quale anno è metà della lettura di una scheda. L'altra metà è sapere ciò che non attesta: la registrazione giapponese di una spada, per esempio, non dice nulla sulla sua autenticità.
NBTHK e NTHK: due sigle che non valgono lo stesso
Il NBTHK — Nihon Bijutsu Tōken Hozon Kyōkai (日本美術刀剣保存協会), la società per la conservazione della spada giapponese come arte — è stato fondato nel 1948, pubblica la rivista Tōken Bijutsu e gestisce il Museo della Spada Giapponese, a Yokoami, nel quartiere di Sumida a Tokyo. I suoi esami, gli shinsa, e i suoi criteri pubblicati sono il riferimento del mercato internazionale.
Il NTHK — Nihon Tōken Hozonkai (日本刀剣保存会) — rivendica una tradizione più antica, che risale al 1910. Dopo una scissione, oggi sono due organizzazioni distinte che non rilasciano la stessa cosa. La NTHK-NPO, registrata come ente senza scopo di lucro nel 2002, esamina una volta al mese e rilascia kanteisho (鑑定書), shinteisho (審定書) — quando la firma è buona ma lo stato della lama non consente un kanteisho — e, per le opere eccezionali, uno yūshūtō kanteisho (優秀刀鑑定書). La scala completa da 60 a 100 punti, con i gradi più alti, è dell’altro ramo, quello che tiene esami all’estero, soprattutto negli Stati Uniti:
| Grado NTHK | Punti | Lettura |
|---|---|---|
| shinteisho | 60-69 | opera autentica |
| kanteisho | 70-84 | opera importante |
| yūshū-saku | 85-94 | opera molto notevole |
| sai-yūshū-saku | 95-100 | opera di massima importanza |
I tre sistemi sono seri, ma non sono equivalenti né intercambiabili: un certificato di uno dei due NTHK non è un Hozon né lo diventa, e una stessa parola, come shinteisho, non significa la stessa cosa nell’uno e nell’altro.
Il NTHK nasce da una rivista: nel 1910 Takase Ukō (高瀬羽皐, 1853–1924) fondò Tōken to rekishi (刀剣と歴史, Spade e storia), che l’associazione pubblica ancora oggi. Anche il suo certificato è diverso da quello del NBTHK: sul lato interno descrive la lama voce per voce — la firma (meibun), la forgiatura (kitae), l’hamon, il bōshi, le incisioni (chōkoku), il codolo (nakago) e delle note (bikō) con la provincia e l’epoca stimata, del tipo «verso Ōei» — e riporta l’oshigata del codolo con il suo sigillo. Il kanteisho e lo shiteisho del NBTHK non descrivono la lama; solo lo Jūyō è accompagnato da un testo motivato, il setsumei.
I due rami conservano lo stesso nome, Nihon Tōken Hozonkai (日本刀剣保存会), e una rivista con lo stesso titolo, Tōken to rekishi: il nome, da solo, non basta. Stando a ciò che ciascuna pubblica sul proprio sito, si distinguono così. La NTHK-NPO, ente senza scopo di lucro (特定非営利活動法人, tokutei hieiri katsudō hōjin), ha la segreteria a Shinagawa (Tokyo) ed esamina la terza domenica di ogni mese, tranne ad agosto (hozonkai.jp). L'altra ha la sede a Kanda, nel quartiere di Chiyoda (Tokyo), e la segreteria a Osaka; esamina in sede la seconda domenica di ogni mese e ha esaminato anche a San Francisco, con il club di spade della California del Nord (nihontouken.org). Questa seconda società racconta così la propria origine: la rivista esce nella primavera del 1910 e la società viene fondata nell'ottobre del 1912. Davanti a un certificato dell'una o dell'altra, a identificare l'emittente sono il sigillo e l'indirizzo che porta, non la sigla.
I quattro livelli del NBTHK
| Livello | Kanji | Sessioni all'anno | Che cosa attesta |
|---|---|---|---|
| Hozon | 保存刀剣 | quattro | lama degna di conservazione: firma corretta, o attribuzione sostenibile se non la porta |
| Tokubetsu Hozon | 特別保存刀剣 | quattro | particolarmente degna di conservazione: fattura migliore e condizioni migliori |
| Jūyō | 重要刀剣 | una | importante, all'altezza di un Oggetto d'Arte Importante riconosciuto dallo Stato |
| Tokubetsu Jūyō | 特別重要刀剣 | una ogni due anni | particolarmente importante, vicina a un Bene Culturale Importante |
L'ordine è obbligatorio e cumulativo: si presenta al Tokubetsu Hozon solo ciò che ha già l'Hozon; al Jūyō solo ciò che ha superato il Tokubetsu Hozon e al Tokubetsu Jūyō solo ciò che ha superato il Jūyō. Non si salta nessun gradino, e il calendario impone il proprio ritmo: una lama non può passare dal nulla al Jūyō in un anno. Nella pratica della domanda, tuttavia, il NBTHK permette di richiedere Hozon e Tokubetsu Hozon insieme alla prima presentazione.
Che cosa richiede ogni livello, secondo il testo ufficiale
I criteri sono pubblicati; la versione vigente è la revisione del 19 maggio 2015. In sintesi:
- Hozon: opera non posteriore al periodo Edo con firma corretta, oppure senza firma (mumei) ma con epoca, provincia e lignaggio identificabili. Si tollera un po' di stanchezza o qualche difetto se la lama resta apprezzabile, e i restauri non devono guastare l'insieme. Da Meiji in poi, solo se firmata e bene eseguita. Le lame ritemprate (saiha) sono respinte, salvo opere firmate di fabbri celebri non posteriori a Nanbokuchō, di alto valore documentario e con pochi danni a lama e codolo, che possono passare con quella nota. I casi dubbi restano in sospeso (horyū).
- Tokubetsu Hozon: fra le lame Hozon, quelle di fattura migliore e miglior conservazione. Sono escluse le ritemprate e le mumei di Muromachi ed Edo, salvo che siano giudicate opera superiore di un fabbro celebre e in stato eccellente.
- Jūyō: fra le Tokubetsu Hozon, quelle di fattura particolarmente notevole e in buono stato, equiparabili a un Oggetto d'Arte Importante (jūyō bijutsuhin). Senza firma si ammettono solo quelle non posteriori a Nanbokuchō; da Muromachi in poi serve la firma, e da Edo in poi, di norma, codolo integro (ubu) e firmato.
- Tokubetsu Jūyō: fra le Jūyō, quelle di fattura eccezionale, stato ottimo e valore documentario altissimo, equivalenti a un Oggetto d'Arte Importante o vicine a un Bene Culturale Importante (jūyō bunkazai).
Tre regole comuni a tutti i livelli: un difetto grande che guasta il pezzo impedisce l'approvazione; non si esaminano opere di artisti viventi; e se un pezzo già certificato viene presentato e non passa, l'esito è «così com'è» (genjō) e conserva il certificato che aveva.
Chi giudica: i gradi di perito (den'i)
Il NBTHK non esamina soltanto spade: conferisce anche gradi a chi le studia. Il suo regolamento dei gradi (伝位授与規程, den'i juyo kitei), nella revisione del 19 marzo 2015, ne fissa quattro, che si chiedono in ordine, uno dopo l'altro, ciascuno in due rami: quello delle lame e quello delle montature e delle guarnizioni.
| Grado | Come si ottiene |
|---|---|
| 初伝位 (shoden'i) | un esame scritto che si riceve per posta e si rimanda entro il termine; si supera con 80 punti su 100 |
| 中伝位 (chūden'i) | in sede, un elaborato di 60 minuti e una prova pratica di kantei, su lame o su guarnizioni; 80 punti in ciascuna |
| 奥伝位待遇 (okuden'i taigū) | le due prove precedenti e un esame orale di 30 minuti; 80 punti in ciascuna |
| 奥伝位 (okuden'i) | le stesse tre prove, per il grado più alto |
Per chi legge un certificato conta l'articolo 9: dall'okuden'i taigū in su, il grado abilita a sedere come giudice negli esami del NBTHK, 審査員 (shinsain); dal chūden'i in su, a fare da istruttore dell'associazione. I gradi non dicono chi giudica ogni sessione, ma dicono che cosa ha dovuto dimostrare, con prove pratiche di kantei e un orale, chi può giudicarla.
Anatomia di un certificato moderno, campo per campo
Il certificato segue un formato fisso, in colonne verticali che si leggono dall’alto in basso e da destra a sinistra. Ecco che cosa riporta un kanteisho (鑑定書) di Hozon o di Tokubetsu Hozon; lo shiteisho (指定書) di Jūyō e Tokubetsu Jūyō cambia il titolo e la formula. La foto è un vero Hozon del 1996, con la firma e il numero coperti dal suo autore, e il diagramma numera ogni campo:
- Titolo: 鑑定書 (kanteisho), in alto a destra.
- Tipo di pezzo: 刀 (katana), 太刀 (tachi), 脇差 (wakizashi), 短刀 (tantō)…
- Firma: 銘 (mei) e la firma così come è incisa; se manca, 無銘 (mumei) e l’attribuzione.
- Lunghezza: 長 (naga), nelle unità tradizionali — shaku (尺), sun (寸) e bu (分) —, a volte con 強 (kyō, «e qualcosa in più»). Quello della foto riporta 一尺八寸四分 (isshaku hassun yonbu), circa 55,8 cm. Per confrontarla con la nagasa misurata bisogna convertirla in centimetri: uno shaku vale 30,3 cm (vedi «Tipi di lama»).
- Livello: non apre il certificato, ma sta dentro la formula che attesta l’esame: «右は當協會に於て審査の結果保存刀剣と鑑定しこれを証する» («certifichiamo che il pezzo a destra, esaminato da questa associazione, è giudicato Hozon tōken»).
- Data dell’esame: era giapponese, anno, mese e giorno; nella foto, 平成八年 (Heisei 8, 1996).
- Sigillo dell’associazione: sotto il suo nome, 日本美術刀剣保存協會 (Nihon Bijutsu Tōken Hozon Kyōkai), il sigillo rosso, in rilievo: si sente col dito ed è la verifica più citata contro le copie.
- Numero e sigillo diviso: in alto a destra, № e il numero del certificato. Accanto, un sigillo rosso tagliato a metà dal bordo: un sigillo diviso (割印, wariin), apposto a cavallo tra il certificato e il foglio da cui è stato staccato.
- Il tōrokushō della lama: in basso a sinistra, in un riquadro, la registrazione con cui la lama è stata presentata: la prefettura (per esempio 東京都 教育委員会, Tōkyō-to kyōiku iinkai, l’assessorato all’istruzione di Tokyo), il numero e la data di registrazione. In una lama esportata è la registrazione restituita all’uscita dal Giappone.
- Livello perforato: in alto a sinistra, a forellini, il livello abbreviato — 特保 (tokuho) in un Tokubetsu Hozon — e una cifra.
- Foto del codolo: la foto (o un oshigata, il calco a inchiostro) della lama o del suo nakago, con la firma e i mekugi-ana, per verificare che corrisponda alla lama che si ha davanti.
Conta anche il supporto: è washi di qualità, al tatto ben diverso da una fotocopia o da una stampa da ufficio, e fa parte di ciò che un esperto controlla prima del testo.
I certificati antichi e perché oggi non contano
Il NBTHK non ha inventato l'abitudine di mettere per iscritto il giudizio su una lama. Fin dal periodo Edo, la famiglia Hon'ami — lucidatori e periti al servizio dello shogunato — rilasciava i propri origami: un foglio piegato con l'attribuzione e, spesso, una stima in denaro. Quello della fotografia, datato Genroku 15 (1702) e firmato da Hon'ami Kōchū, certifica un tantō attribuito a Yukimitsu e ne annota la stima in oro. I certificati del NBTHK, a differenza di questi, non dicono nulla sul denaro; giudicano solo il pezzo. La parola origami — «carta piegata» — viene da lì, e oggi si usa per qualsiasi giudizio su una spada, del NBTHK o di chiunque altro.
Lo schema qui accanto numera il livello, la data dell'esame (in era Shōwa), il numero di registrazione e il sigillo di chi ha esaminato il pezzo; i tre colori della carta sono dettagliati nella tabella:
- Titolo e livello: il certificato s’intitola 認定書 (ninteisho) e il livello compare nella formula del testo; qui, 特別貴重刀剣 (Tokubetsu Kichō).
- Data dell'esame: era Shōwa, tra il 1948 e il 1982.
- Numero di registrazione: proprio della sessione.
- Sigillo di chi lo ha esaminato: una delegazione locale o la sede centrale.
- Kichō ninteisho (貴重刀剣): carta bianca.
- Tokubetsu Kichō ninteisho (特別貴重刀剣): carta verde.
- Kōshu Tokubetsu Kichō ninteisho (甲種特別貴重刀剣): carta azzurra.
| Certificato | Colore | Emesso |
|---|---|---|
| Kichō ninteisho (貴重刀剣) | bianco | dal 12 settembre 1948 a maggio 1982 |
| Tokubetsu Kichō ninteisho (特別貴重刀剣) | verde | da marzo 1950 a maggio 1982 |
| Kōshu Tokubetsu Kichō ninteisho (甲種特別貴重刀剣) | azzurro | da settembre 1973 a maggio 1982 |
| Jūyō tōken (重要刀剣) | — | da maggio 1958, solo dalla sede centrale |
| Tokubetsu Jūyō tōken (特別重要刀剣) | — | da dicembre 1971, solo dalla sede centrale |
Nel 1980 emerse che delegazioni locali stavano approvando pezzi molto al di sopra del loro merito, con il coinvolgimento della criminalità organizzata. Le delegazioni cessarono di esaminare e a settembre 1982 il NBTHK sostituì tutti i livelli anteriori al Jūyō con gli attuali Hozon e Tokubetsu Hozon. Quei ninteisho non furono convertiti né riconvalidati: oggi si leggono come documenti storici, non come attribuzioni, e per avere un giudizio valido la lama deve tornare allo shinsa. Il Jūyō e il Tokubetsu Jūyō, emessi solo dalla sede centrale, non furono toccati e si considerano attendibili in qualunque anno.
Fra i collezionisti la discussione resta aperta: furono rilasciati centinaia di migliaia di certificati e molte attribuzioni erano ragionevoli. Ma come criterio d'acquisto un certificato verde non sostiene nulla da solo, e ripresentare una lama mediocre di solito conferma ciò che si sapeva già, o lo abbassa.
Tornare all'esame con un certificato in mano
Il regolamento d'esame del NBTHK (審査規程, shinsa kitei), nella revisione del 27 marzo 2023, in vigore dal 1° aprile, dice che cosa accade al certificato che si ha già quando la lama viene ripresentata. Il suo articolo 23, comma 3: se la si presenta con il certificato precedente (旧証書, kyū shōsho) e supera l'esame, il NBTHK ritira quel certificato e rilascia il nuovo. E se non lo supera, i criteri d'esame lo risolvono con una parola, 現状 (genjō), «così com'è»: la lama resta com'era.
L'articolo 30, comma 2, contiene una clausola da leggere prima di presentare qualunque cosa: l'esame segue i criteri del regolamento stesso e non è una valutazione commerciale, e perciò il NBTHK non risarcisce i danni commerciali, come un calo del valore di mercato, che derivino dal suo esito. Chi ripresenta una lama per salire di livello accetta che possa restare dov'è, o uscirne peggio, senza che nessuno lo risarcisca.
Lo stesso regolamento aggiunge tre punti pratici, utili a chi passa per un agente: il NBTHK può trattenere il pezzo finché non si pagano le tariffe o non si restituisce il certificato precedente; se nessuno lo ritira entro un anno dall'inizio delle restituzioni, non ne risponde più, e due anni dopo lo considera abbandonato (articolo 31). E può pubblicare sulla sua rivista, in conferenze e in mostre ciò che apprende da un pezzo esaminato, con le sue fotografie, ma non il nome né l'indirizzo del proprietario senza il suo consenso (articolo 32).
Certificati di koshirae e di tōsōgu
Gli stessi quattro livelli esistono per la montatura completa (tōsō, 刀装) e per i fornimenti sciolti (tōsōgu, 刀装具), giudicati a parte rispetto alla lama. Un pezzo ben documentato può arrivare con tre certificati: uno della lama, uno del koshirae e uno della tsuba.
L'accento si sposta. Per i fornimenti: opere fino a Edo con firma corretta, o senza firma ma con epoca e scuola identificabili; da Meiji in poi, buona fattura e buono stato; i pezzi fusi posteriori a Meiji sono respinti; e al livello Tokubetsu Hozon pesano contro i restauri o le modifiche visibili, la lucidatura eccessiva che cancella il colore del tempo e le firme illeggibili. Per le montature: senza tsuba non c'è approvazione, a parte gli aikuchi; la mancanza di kozuka o kōgai è accettata e annotata; una legatura rifatta non squalifica se si accorda con il resto; e le montature di fabbricazione straniera non si esaminano.
Come si legge un certificato
Il certificato — kanteisho (鑑定書) per Hozon e Tokubetsu Hozon, shiteisho (指定書) per Jūyō e Tokubetsu Jūyō, e ninteisho (認定書) per i Kichō di prima del 1982; per abitudine si chiama anche origami, benché in senso stretto quel nome sia dei pareri antichi — si legge da destra a sinistra e riporta, in colonne: il tipo di pezzo e la lunghezza della lama, la firma o l'attribuzione, il livello concesso, la data dell'esame e il sigillo della società. Vi è allegata una fotografia del codolo (nakago), e lì sta la verifica che conta davvero: che quel codolo, i suoi fori e quella firma siano quelli della lama che si sta guardando, e che la lunghezza coincida con la misura reale.
Due avvertenze. Il certificato è della lama, non dell'insieme: un Tokubetsu Hozon non dice assolutamente nulla della montatura che l'accompagna né della qualità della lucidatura attuale. E l'attribuzione può cambiare salendo di livello: una lama senza firma ascritta a una scuola nell'Hozon può ricevere un'altra attribuzione nel Tokubetsu Hozon.
Come verificare un certificato
Un certificato si controlla in due direzioni distinte: che il certificato in sé sia autentico, e che appartenga a quella lama. Confondere le due domande è l'errore più costoso.
Che il certificato sia autentico. Il sigillo dell'associazione è in rilievo, non stampato: si sente passandoci un dito sopra, ed è la prima cosa che controlla chi ne ha già visti centinaia. Il NBTHK tiene un registro (台帳, daichō) di ciò che rilascia e lo consulta per telefono (台帳照会, daichō shōkai): basta indicare il numero del certificato e la data di emissione. Per un pezzo importante, portare la lama e il certificato insieme alla sede di Tokyo resta la verifica definitiva. Il registro accompagna il certificato per tutta la sua vita: nei kanteisho e negli shiteisho che riportano sul retro il nome del titolare (名義, meigi), quel nome si può cambiare; un certificato rovinato si sostituisce; e se si perde uno shiteisho, il NBTHK rilascia una sola volta un certificato sostitutivo (指定証明書, shitei shōmeisho). Sono comparsi falsi persino di Hozon e Tokubetsu Hozon, i livelli più comuni, quindi la cautela non riguarda solo i certificati antichi. Chi maneggia molti documenti moderni dell’NBTHK segnala altri elementi di sicurezza: una filigrana con l’emblema dell’associazione visibile in controluce, kanji minuscoli quasi del colore della carta, uno schema di forellini diverso per Hozon e per Tokubetsu Hozon, e una tonalità di carta e di busta propria di ogni livello. Sono controlli utili, ma non sostituiscono la richiesta all’NBTHK stesso.
Che il certificato appartenga a quella lama. È qui che serve la fotografia o l'oshigata del codolo che accompagna il certificato: bisogna controllare, uno per uno, che il numero di mekugi-ana corrisponda, che siano nella stessa posizione, che lo yasurime sia lo stesso e che la firma — se c'è — si legga uguale nella foto e sulla lama reale. La lunghezza scritta sul certificato deve corrispondere alla nagasa misurata sul pezzo; se non corrisponde, o il certificato non è di quella lama, o la lama è cambiata dopo l'esame. Per convenzione, inoltre, la firma di un tachi e quella di una katana stanno su facce opposte del codolo, quindi anche la faccia su cui compare il mei nella foto è un dato da verificare.
Un certificato senza la lama accanto, o venduto separatamente da essa, è motivo per fare più domande, non meno: il mercato internazionale ha già visto certificati autentici abbinati a una lama diversa da quella che certificavano. E conviene non dimenticare che un documento cambia l’atteggiamento di chi guarda la lama, non la lama: questa resta quella che è.
Altri emittenti e altri documenti
Il NBTHK e i due NTHK non sono i soli a mettere un giudizio per iscritto, e conviene sapere quale documento si ha davanti.
- Nihontō Bunka Shinkō Kyōkai (日本刀文化振興協会): fondata nel 2008 da una parte del NBTHK che se ne separò. Non giudica lame antiche: rilascia certificati di opera nuova per spade di fabbri attuali e organizza mostre dei mestieri della spada.
- Nihon Katchū Bugu Kenkyū Hozonkai (日本甲冑武具研究保存会): le armature e gli altri equipaggiamenti non li giudica il NBTHK ma questa società, con una propria scala di cinque gradi.
- Società inventate: circolano certificati dall’aspetto ufficiale a nome di organizzazioni giapponesi inesistenti, fatti per dare a una lama un’apparenza di legittimità. Se l’emittente non è uno di quelli noti, il documento non attesta nulla.
- Sayagaki (鞘書): l’attribuzione che un perito scrive a inchiostro sullo shirasaya. È un parere firmato, non un certificato. Già nel 1956 il perito Satō Kanzan (佐藤寒山, 1907–1978) avvertì che circolavano sayagaki falsi con il suo nome e chiese di comprare guardando la lama e la firma, non il fodero.
Come si forma il giudizio che finisce in uno qualsiasi di questi documenti, e che cosa racconta il codolo oltre alla firma, è in «Kantei: come si guarda una lama».
Che cosa significa ogni livello per il valore
Il certificato non fissa un prezzo: attesta il giudizio di una commissione in una data precisa, ed è il mercato a decidere quanto pagarlo. Ciò nonostante, il livello condiziona il valore in modo abbastanza costante, perché condiziona la rarità.
Il calendario lo anticipa già: Hozon e Tokubetsu Hozon si esaminano quattro volte l'anno; Jūyō, una volta; Tokubetsu Jūyō, una volta ogni due anni, e solo tra ciò che ha già il Jūyō. Ogni gradino filtra il precedente, quindi la popolazione si restringe in fretta. Secondo cifre pubblicate in occasione del cinquantenario del sistema del Tokubetsu Jūyō, nel 2021 c'erano 1.143 lame con quella designazione, contro le decine di migliaia che hanno Hozon o Tokubetsu Hozon: il divario di rarità tra un livello e il successivo non è graduale, è un ordine di grandezza diverso, e il mercato lo riflette nel prezzo più che in qualsiasi altro dato della scheda.
Lo schema qui accanto numera la cadenza di shinsa di ogni livello e gli estremi di rarità:
- Hozon: quattro sessioni di shinsa l'anno.
- Tokubetsu Hozon: quattro sessioni l'anno, solo su ciò che ha già l'Hozon.
- Jūyō: una sessione l'anno, solo su ciò che ha già il Tokubetsu Hozon.
- Tokubetsu Jūyō: una sessione ogni due anni, solo su ciò che ha già il Jūyō.
- Base della piramide: il livello più frequente.
- Vertice della piramide: il livello più raro.
Detto questo, ogni livello gioca un ruolo diverso:
- Hozon è la soglia che separa una lama da collezione seria da una non studiata: certifica che la firma o l'attribuzione reggono, non che il pezzo sia eccezionale. È di gran lunga il certificato più comune, e il primo che chiede qualsiasi acquirente serio.
- Tokubetsu Hozon distingue, tra ciò che è già approvato, la fattura migliore e lo stato migliore; in pratica è il livello più scambiato tra collezionisti, perché unisce una disponibilità relativa a una qualità già filtrata.
- Jūyō è il vero salto: una sola sessione l'anno, solo su ciò che ha già superato il Tokubetsu Hozon, e un criterio paragonato a quello di un Oggetto d'Arte Importante riconosciuto dallo Stato. Il mercato internazionale tratta la linea tra Tokubetsu Hozon e Jūyō come quella che separa una buona lama da una lama importante.
- Tokubetsu Jūyō è l'eccezione nell'eccezione: millecentoquarantatré lame in tutta la storia del livello, alla data del 2021. Un certificato di questo rango si avvicina, nel trattamento e nel prezzo, a quello di un Bene Culturale Importante.
Due avvertimenti per non leggere il livello come se fosse il prezzo. Primo, il certificato giudica la lama, non l'insieme: una Tokubetsu Hozon con una lucidatura stanca o una montatura povera vale meno di un'altra dello stesso livello ma ben conservata, e il certificato non lo dice. Secondo, il livello non è definitivo: una lama può essere ripresentata anni dopo e salire, se la ricerca sulla sua scuola o sul suo fabbro è avanzata, oppure restare dov'era se non passa — si ricordi la regola del genjō. E tra NBTHK e NTHK, pur essendo entrambi seri, il mercato internazionale calibra i propri prezzi sulle cifre del NBTHK; un certificato del NTHK non si traduce semplicemente in un livello equivalente del NBTHK.
Il tōrokushō non è un certificato di autenticità
Il tōrokushō (銃砲刀剣類登録証, jūhō tōkenrui tōrokushō) è la registrazione richiesta dalla legge giapponese sulle armi da fuoco e sulle spade, del 1958. La rilascia l'assessorato all'istruzione della prefettura in sessioni mensili di registrazione, accompagna la lama finché questa resta in Giappone e obbliga a comunicare il cambio di proprietario entro venti giorni. È registrata la lama, non il proprietario.
Quel che annota è la lunghezza, la curvatura, il numero di mekugi-ana e ciò che dice la firma. Non giudica se quella firma sia autentica, né la qualità, né l'epoca. Confonderlo con un certificato di autenticità è l'errore più ripetuto di chi compra per la prima volta, e nelle schede giapponesi compare spesso come «registrazione giapponese inclusa».
All'esportazione il tōrokushō si restituisce e l'Agenzia per gli Affari Culturali (文化庁, Bunkachō) rilascia al suo posto un certificato di ispezione per l'esportazione di antichità (古美術品輸出鑑査証明, ko-bijutsuhin yushutsu kansa shōmei). I pezzi dichiarati Bene Culturale Importante o Tesoro Nazionale non possono lasciare il Giappone. Per questo una lama che arriva legalmente in Europa viene senza tōrokushō: la sua assenza non dice nulla, né in bene né in male, sul pezzo.
Il certificato del NBTHK annota il tōrokushō con cui la lama è stata presentata: la prefettura, il numero e la data (vedi sopra l’anatomia di un certificato moderno). Se poi la registrazione della lama cambia, il NBTHK corregge quel dato sul certificato su richiesta del proprietario (登録証変更, tōrokushō henkō). In una lama esportata, la registrazione che compare sul certificato è quella restituita all’uscita dal Giappone: è normale che non corrisponda a nessun documento in vigore.
Il NBTHK in Europa
Fuori dal Giappone il NBTHK ha un ramo europeo, il NBTHK-EB (European Branch), e uno americano, il NBTHK-AB. Il ramo europeo riunisce collezionisti e studiosi in incontri periodici in diversi paesi d’Europa, con corsi, conferenze, esercizi di kantei e studio dal vivo di lame importanti, e traduce in inglese parti della rivista Tōken Bijutsu. Parte dalla stessa idea della casa madre: ciò che si conserva sono opere d’arte storiche, non armi, e il valore di una lama sta nell’armonia di acciaio, forma, hada e hamon, cosa che si impara solo vedendo molte buone lame e leggendo gli specialisti. Per chi comincia in Europa è il luogo naturale in cui imparare a guardare.
Per approfondire
- NBTHK · lo shinsa passo per passo Pagina ufficiale: ordine obbligatorio fra i livelli, numero di sessioni all'anno e procedura. In giapponese.
- NBTHK · criteri di esame (PDF) Testo ufficiale dei criteri per lame, montature e fornimenti, revisione del 2015. In giapponese.
- Japanese Sword Index · certificati e storia Che cosa dice ogni colonna di un certificato NBTHK o NTHK, più una cronologia dei vecchi ninteisho: colori e date esatte di ogni livello tra il 1948 e il 1982.
- Il NBTHK, su Wikipedia Storia della società, i suoi quattro livelli e il suo museo; riporta anche quante lame avevano il Tokubetsu Jūyō nel 2021.
- NBTHK · pratiche sui certificati Pagina ufficiale: modifica del tōrokushō annotato, consultazione del registro per telefono, cambio di titolare, sostituzione e certificato sostitutivo. In giapponese.
- NBTHK-EB · il ramo europeo del NBTHK Che cos’è il ramo europeo, i suoi incontri di studio e il suo programma. In inglese e in tedesco.