Tipi di lama

La spada giapponese si classifica prima per la lunghezza della lama, poi per la montatura in cui si portava e solo alla fine per la sezione del filo. Sapere a quale famiglia appartiene una lama ne colloca l'epoca e spiega per che cosa è stata fatta. Ecco le forme che compaiono nei cataloghi, con le loro misure in centimetri e in shaku.

La misura comanda: shaku, sun e nagasa

La lunghezza utile si chiama nagasa (長さ) e si misura in linea retta dalla punta (kissaki) alla tacca del dorso dove comincia il codolo (mune-machi), non lungo la curva. Le fonti giapponesi la danno in shaku, sun e bu.

UnitàEquivale aSistema metrico
1 shaku (尺)10 sun30,30 cm
1 sun (寸)10 bu3,03 cm
1 bu (分)3,03 mm

Con quella misura si dividono le tre famiglie da cui dipende tutto il resto:

FamigliaNagasaIn centimetriForme comprese
daitō (大刀)2 shaku o piùda 60,6 cmtachi, katana, ōdachi
shōtō (小刀)da 1 a 2 shakuda 30,3 a 60,6 cmwakizashi, kodachi
tantō (短刀)meno di 1 shakusotto i 30,3 cmtantō

Le forme, a colpo d'occhio

TipoKanjiNagasaCome si porta
Tachi太刀2 shaku o piùappesa all'obi con il filo in basso, su due sostegni (ashi)
Kodachi小太刀da 40 a 60 cmmontata come un tachi, filo in basso
Katana (uchigatana)刀・打刀2 shaku o piùinfilata nell'obi, filo in alto
Wakizashi脇差da 1 a 2 shakunell'obi, accanto alla lama lunga
Tantō短刀meno di 1 shakunell'obi, spesso senza guardia
Ōdachi / nodachi大太刀・野太刀da circa 3 shaku (90,9 cm)in mano o sulla schiena; di norma la sguainava un aiutante
Naginata薙刀lama da 30 a 60 cmsu un'asta da 1,2 a 2,4 m
Yarilama da 15 a 60 cmsu un'asta da 1 a 6 m
Ken (tsurugi)variabilediritta e a doppio filo; uso rituale

Tachi e katana: la stessa lunghezza, due modi di portarla

La differenza non sta nella lunghezza ma nella montatura e nel gesto. Il tachi pende dall'obi con il filo in basso, retto da due sostegni (ashi), e fu la spada del combattimento a cavallo dalla fine di Heian a Nanbokuchō; di solito ha più curvatura, spesso più accentuata vicino al codolo (koshizori). La katana, erede dell'uchigatana, si porta infilata nell'obi con il filo in alto, cosa che permette di sguainare e tagliare in un solo movimento, e si impone come arma lunga a partire da Muromachi.

La firma tradisce l'intenzione del fabbro, perché è incisa sulla faccia del codolo che resta in vista quando la spada si porta come è stata pensata. Una firma da tachi su una lama oggi montata come katana indica che è nata tachi: molte lame kotō arrivano così, accorciate (suriage o ō-suriage) per servire da katana.

Wakizashi e tantō: la coppia e i limiti del periodo Edo

Il wakizashi (脇差) misura fra 1 e 2 shaku ed è la lama corta che il samurai portava accanto a quella lunga. Il bakufu Tokugawa fissò le misure: la lama principale (honzashi) non doveva superare 2 shaku 8 sun, circa 84,8 cm, e il wakizashi 1 shaku 8 sun, circa 54,5 cm. Nel 1668, ottavo anno di Kanbun, il mutō-rei vietò ai non samurai di portare lame più lunghe di un ko-wakizashi, con un massimo di 1 shaku 5 sun, circa 45,5 cm. Fra 1 shaku 8 sun e 2 shaku si parla di ō-wakizashi. La vigilanza su queste misure fu sempre blanda.

Il tantō (短刀) resta sotto 1 shaku; quando lo supera di poco si chiama sunnobi-tantō. La sua sezione più frequente è hira-zukuri, senza nervatura.

Ōdachi, kodachi e la lama diritta

Ōdachi (大太刀) o nodachi (野太刀): lame da circa 3 shaku, 90,9 cm, con esemplari che arrivano a 7 shaku 5 sun, circa 226,7 cm. Non esiste un confine esatto e i due termini non sono mai stati distinti con rigore. Si diffondono a Kamakura e toccano il massimo nel XIV secolo, con Nanbokuchō; impossibili da sguainare dall'obi, si portavano in mano o sulla schiena, e di norma un accompagnatore aiutava a sguainarle. La lancia e l'arma da fuoco le lasciarono senza impiego, e in epoca Edo molte furono accorciate per farne katana. Una delle più grandi conservate, firmata Norimitsu e datata 1446, misura 377 cm in tutto — 226,7 cm di lama — e si trova al santuario Kibitsu, a Okayama; la più lunga documentata è la Haja-no-Ontachi, di 465 cm, donata nel 1859 al santuario Hanaoka Hachiman.

Kodachi (小太刀): un tachi corto, da 40 a 60 cm, dei primi anni di Kamakura. È montato e portato come un tachi, con il filo in basso, e la posizione della firma lo dimostra: non è un wakizashi, anche a parità di misura.

Ken (剣, letto anche tsurugi): lama diritta e a doppio filo, la forma anteriore alla curvatura, che si continuò a forgiare in seguito per santuari e templi come oggetto rituale più che come arma.

Le lame su asta: naginata e yari

La naginata (薙刀) è una lama curva e larga, di circa 30 a 60 cm, montata su un'asta da 1,2 a 2,4 m. Compare a Heian — le menzioni chiare cominciano verso il 1146 — ed è usata da samurai, ashigaru, monaci guerrieri (sōhei) e donne della classe guerriera; perde terreno sul campo di battaglia dopo la guerra di Ōnin (1467-1477). In epoca Edo molte furono tagliate per rifarle come katana o wakizashi: sono le naginata-naoshi, e il certificato lo indica quando la sagoma originale è ancora riconoscibile.

Lo yari (槍) è la lancia a ferro diritto, da 15 a 60 cm, su aste da 1 a 6 m. Il termine appare nel 1334 e si generalizza a fine XV secolo; nel XVI le picche degli ashigaru, da 4,5 a 6,5 m, erano il grosso degli eserciti. Forme principali:

  • su-yari: diritta e a doppio filo, la comune.
  • sankaku-yari: sezione triangolare, senza filo, solo punta.
  • ryō-shinogi-yari: sezione a rombo.
  • jūmonji-yari o kama-yari: con lame laterali, a croce o a falce.
  • kikuchi-yari: a un solo filo, simile a un tantō con codolo lungo.
  • fukuro-yari: fissata all'asta con un bossolo metallico invece del codolo.

La sezione della lama: gli zukuri

La sezione trasversale, il tsukurikomi o zukuri, colloca l'epoca e a volte la scuola. Non va confusa con la sagoma né con la lunghezza.

FormaKanjiTrattoDove compare
shinogi-zukuri鎬造nervatura (shinogi) e yokote; la forma normalequasi ogni lama lunga
hira-zukuri平造senza nervatura né yokote, sezione piattatantō e ko-wakizashi da Heian; rarissima su lama lunga
shōbu-zukuri菖蒲造senza yokote, lo shinogi-ji scende verso il dorso come una foglia d'iristantō e wakizashi di Muromachi
kanmuri-otoshi-zukuri冠落造dorso assottigliato verso la puntaYamato, primo Kamakura; ripreso nello shintō
unokubi-zukuri鵜首造lo stesso, ma assottigliato solo nel tratto centraletantō e wakizashi
kiriha-zukuri切刃造nervatura molto vicina al filolame antiche e omaggi del Bakumatsu e di Meiji
katakiriha-zukuri片切刃造una faccia piatta, l'altra kirihatardo Kamakura; di nuovo di moda in Edo
kissaki-moroha-zukuri鋒諸刃造punta affilata da entrambi i latianche kogarasumaru-zukuri, dalla lama Kogarasu-maru
moroha-zukuri諸刃造lama intera a doppio filo, un poco curvatantō di metà Muromachi
osoraku-zukuri恐らく造kissaki smisuratotantō e ko-wakizashi; Shimada Sukemune, ripreso da Kiyomaro
ryō-shinogi / hira-sankaku両鎬・平三角sezioni a rombo e a triangoloferri di yari