Una katana nuda appoggiata su un panno bianco in una vetrina, con un’incisione alla base della lama e un habaki dorato.

Kakidai, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons · CC BY-SA 4.0

Kamakura · Masamune · i meizukushi

Vita ed epoca

Di Sadamune non resta nessun documento del suo tempo: ciò che si sa della sua vita viene dai libri dei fabbri, copiati e ampliati per due secoli.

In questa pagina
  1. Ciò che dicono i testi
  2. Le date
  3. Come gli si attribuiscono le opere

Ciò che dicono i testi

Il suo nome compare per la prima volta nel meizukushi più antico, la copia del 観智院 (Kanchi-in), fatta nel 1423 su un testo che raccoglie notizie di intorno al 1316. Lo nomina accanto a Masamune e dice che gli somiglia, ma non lo chiama suo figlio.

La filiazione compare in copie posteriori: il 能阿弥本 (Nōami-bon), del 1483, lo Utsunomiya meikan, del 1501, e il Takeya Rian-bon, del 1579, tra centocinquanta e duecento anni dopo la sua vita. Il Nōami-bon dice inoltre che visse a Takagi, nell’Ōmi, e che fu chiamato 高木彦四郎 (Takagi Hikoshirō).

Per tutto questo la tradizione lo vuole figlio o figlio adottivo di Masamune e suo successore alla guida della tradizione Sōshū, e lo considera un fabbro reale anche se non si conserva nessuna lama con la sua firma.

Le date

Le sue date non sono documentate, e le enciclopedie non coincidono. Wikipedia in giapponese le dà per sconosciute e menziona il 1319 e, secondo un’altra teoria, il 1349 come possibile anno della sua morte; quella inglese dice che nacque nel 1298 e morì nel 1349. Nessuna delle due cita il documento da cui lo ricava.

Come gli si attribuiscono le opere

Poiché nessuna lama porta la sua firma, le sue opere gli si attribuiscono confrontandole con quelle di 正宗 (Masamune), suo maestro nella tradizione, con quelle di 新藤五国光 (Shintōgo Kunimitsu), che la tradizione vuole maestro di Masamune, con quelle di 秋広 (Akihiro), che passa per essere suo figlio, e soprattutto con quelle di 信国 (Nobukuni), il primo di quel nome, che la tradizione vuole suo allievo, anche se i trattati antichi non lo riportano.

Le incisioni delle sue lame (il sūken, il bonji e il rendai) si collegano, secondo Wikipedia in giapponese, a quelle di Shintōgo Kunimitsu e passano poi a Nobukuni. Quella inglese gli dà come allievo anche Kanrō Toshinaga, di Echigo.

Molte delle sue lame portano il suo nome in lacca rossa, lo shu-mei (朱銘) «貞宗 本阿 (Sadamune Hon'a)» con il kaō (花押) della famiglia Hon'ami: è il suo giudizio su una lama senza firma, non la firma del fabbro, come nella Fushimi Sadamune.